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Shalom, Mario!

Shalom, Mario!

di Sebastiano Lo Iacono (Autore)

RICORDO DEL PITTORE MARIO BIFFARELLA (Mistretta, il 15 agosto 1952; Patti, 14 marzo 2020). Questo libro, che fa seguito al precedente, Mario Biffarella (Youcanprint, 2020), dello stesso autore, è un approfondimento filosofico-teoretico della pittura biffarelliana e del suo talento. È una specie di epicedio e una forma di elaborazione di un lutto. È stato scritto in memoria di un amico, in occasione dell'incontro degli altri estimatori del pittore, svoltosi nella sua città natale, il 16 agosto 2021. L'evento è stato organizzato dai familiari di Biffarella, in collaborazione con l'associazione "Oceano". Le tele di Biffarella, nonostante la presenza della sua assenza, sono la presenza della sua essenza di pittore non post-moderno, ovvero il segno di un artista classico e autentico, nel senso rinascimentale del termine. I quadri di Mario, nonostante il suo esodo, segnano e indicano la sua trascendenza. Dirgli "Shalom!", non significa altro che dirgli ancora "Ciao, Mario!".

Informazioni editoriali

  • Titolo Shalom, Mario!
  • Autore Sebastiano Lo Iacono
  • Data di uscita 2021
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 120
  • ISBN 9791220359320

Recensioni clienti

5 su 5 stelle sulla base di 1 Recensioni
Da Filippo Giordano il 10 gen 2022
Pubblicazione cartacea

Questo libro somiglia allo struggente poemetto di chi ha perso il migliore interlocutore di sé stesso, l’alter ego, ovvero “un altro io”, “un altro me stesso”. In effetti, la locuzione latina alter ego ("un altro io") indica un sostituto di una persona, autorizzato ad agire per conto e in rappresentanza della persona di cui fa le veci, oppure un altro sé, una seconda personalità all'interno di una stessa persona, con caratteristiche nettamente distinte dalla prima. La perdita della persona cara, dell’amico di inequivocabile, distinta personalità, con eccelse qualità, che nel caso in specie sono indubitabilmente artistiche, collettivamente ammirate, in grado di attrarre sia le colte fantasie di chi viaggia su parallele rette culturali e sia quelle più lontane, è evento sciagurato che in un batter d’occhio frantuma un vetro che, di volta in volta, offre la possibilità di specchiarvisi dentro, alla ricerca dell’archè che fa girare la terra attorno al sole e di ottenerne fertili rimandi culturali, sia pure imbevuti di simbologie da decodificare. Con la sua arte, a modo suo, Mario Biffarella esercitava l’arte della maieutica di Socratiana memoria invitando l’osservatore a meditare sul recondito senso dei gesti e delle espressioni delle sue armoniose immagini, spesso accompagnate da gnomiche miniature caricaturali, folletti benigni o sagome malefiche della società contemporanea. Tale raffinata e sapiente valvola interpretativa della evoluzione-involuzione umana ne costituiva il modus vivendi al quale amava interfacciarsi l’autore del libro. Una interpretazione che frequentemente prediligeva simboli onirici, così come interpretati dalle scuole tedesche di primo novecento (Freud e Young in primis), con lucenti spade in primo piano conficcate sulla terra esangue a simboleggiare una calamitante ferita psicologica e mani legate a una catena alla quale stanno attaccate delle banconote con la eloquente scritta in latino “aviditas vitam interficit” (l’avidità uccide la vita). In vero, al di là delle mie esigue considerazioni personali, trovo che il libro di Sebastiano Lo Iacono “Shalom, Mario! L’angelo, la rosa e l’esodo” (magnifico titolo!) costituisca una originale esegesi, nel senso di dissertazione critica ad ampio raggio sull’opera Biffarelliana, che si ammanta di una dotta dote di conoscenze culturali filosofiche e teologiche che gli consentono scioltezza di accostamenti all’originario pensiero dell’artista e limpidità di deduzioni, speculazioni delle quali qualsiasi altro futuro critico d’arte professionista è giocoforza carente, mancando quest’ultimo della lunga e approfondita conoscenza umana del soggetto artista. In tale senso, il libro di Lo Iacono è da ritenere un “capolavoro”, nel senso di estrinsecazione della base gnoseologica del soggetto che manifesta le proprie convinzioni intellettuali nella acquisita capacità artistica; capacità che trasforma la concezione personale della vita in allegorie immaginifiche. Capolavoro, quindi, nel senso di testo base per chiunque avrà in futuro intenzione di approfondire genesi e obiettivi di ciascuna delle molteplici opere artistiche prodotte da Mario Biffarella. Ritornando alla introduzione del commento, mi preme sottolineare che, al di là dell’affetto che legava lo scrittore autore del libro all’artista, tale da accusarne la morte come una grande perdita, trovo questo saggio obiettivo e oggettivo, esulando le simpatie artistiche da quelle amicali, sebbene le une e le altre si fondono frequentemente ma giammai in misura tale da diventare la prima concausa della seconda, giacché reciproca era la stima della capacità intellettuale dell’uno verso l’altro e tale è rimasta sempre, anche quando talvolta qualche temporaneo “screzio” ne ha insidiato la solidità. Due primi gemelli che, come i famosi numeri, sono distanziati dal 2, che in questo caso si riferisce ai rispettivi anni di nascita, ma l’un dall’altro attratti dai rispettivi stimolanti pensieri.

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