InVersi di Matteo Cotugno
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: InVersi
  • Autore: Matteo Cotugno
  • Data di uscita:2014
  • Pagine: 116
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891131843
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{DESC} "InVersi" è una raccolta di poesie che parlano di amore nei suoi inversi... gioia e dolore... inversi di emozioni che connotano la nostra vita in un'altalena lirica in cui elementi come il cielo e il suo azzurro diventano metafore di assoluto e di purezza, come inversamente la notte e il suo buio sinonimi di abbandono e smarrimento.
 
Questo libro ha ottenuto N. 1 recensioni dai nostri lettori
Matteo - giugno 07, 2014
“Oro fra i miei occhi e il tuo cuore” prendono forma “InVersi” di Matteo Cotugno, tra sussurri e sogni, bagnando fogli di poesia. Alla ricerca di equilibri, rifugiandosi in battiti infiniti, ricordando il sapore di un bacio, raccolto nascosto fra pilastri.

Profuma, di timidezze e tabù, ogni lirica di Matteo. Ogni parola resta dentro, e si spoglia e specchia, abbracciando le speranze e lasciando andare lacrime d’addio.
I versi sono traboccanti di sentimenti e di quell’amore che sa ancora soffiare messaggi, nonostante le troppe crisi di questo tempo.

Rapisce, arriva diretto e si estende semplicemente cantando la vita.
I vorrei diventano “vele” o “stelle”, “cieli immensi” o “nuvole sospese”.
“Raccoglierai di me/ campi di preghiere/ e distese di gioie,/ pietre di tramonti/ e piume di aurore.” Questo è quanto semina il poeta, come "umile contadino", con sacrificio, tra le ombre di una società spesso indifferente al dolore dell’altro.

In giochi di chiaroscuro, la forza sta nel riuscire a meravigliarsi, ritrovando la via e le chiavi per aprire nuovi giorni. L’umanità è paradossalmente fragile e forte. Può schiaffeggiare o innalzare, ma può rompere i lucchetti di catene pesanti, se l’incoscienza è unita alla speranza di poter tornare ad amare.

Facilmente si può cadere se non sostenuti, se illusi o traditi. La follia, può spingere questi passi, o essere la fuga lucida per giungere a un’altra vita, e “in mille poesie, scritte col sorriso sulle labbra”, può tornare a pronunciare “ti amo”, senza nessuna paura e senza mendicare.

Cotugno, lascia in eredità parole immense, in cui ognuno si può identificare.
Vibrano e orientano nel “doloramore” che sa di “strana magia”.
Fiorisce nel silenzioso percorso d’evoluzione intimo, esplodendo nella musicalità di istanti, in fotogrammi di ragione e mistero, di vuoti o voluti non ricordi.
Dolci e amari canti che diventano partenze o approdi di un maturato “volo disteso” e proteso viaggio verso noi stessi.

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro


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