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Tra le spighe d’amarena di Clara Bartoletti
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Tra le spighe d’amarena
  • Autore: Clara Bartoletti
  • Data di uscita: 2015
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788891169341
{DATI_FINE}
EBOOK
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{DESC} Pinin, un ex poliziotto e giornalista di cronaca nera, viene incaricato da Nico Bonci, economista di fama internazionale, di trovare il fratello gemello Leon, scomparso da Pietrasanta nel 1985. Scomparsa che non ha lasciato tracce, finché Pinin non comincia un viaggio alla ricerca di informazioni. Il viaggio è anche un’occasione, per il giornalista, di ripercorrere la sua vita passata, cominciata in un piccolo paese dell’Appennino Emiliano e per raccontare le strane esperienze paranormali che ha visto e vissuto, essendo predestinato a parlare con le anime dei defunti. Quando finalmente Pinin sembra arrivato a una conclusione, il colpo di scena… “Se entri in un cunicolo con una mano di carte, siamo certi che al ritorno troveremo le stesse sul tavolo?” Una storia di vita quotidiana che mette in luce risvolti psicologici sul tema dell’infanzia e adolescenza, considerazioni sul problema dell’autismo, e l’irrazionale possibilità di parlare con i defunti quanto di poter essere, nello stesso momento, qui e altrove…
 
Questo libro ha ottenuto N. 3 recensioni dai nostri lettori
Chiara Saccavini - dicembre 16, 2016
Un paio di mesi fa sono entrata nel gruppo degli autori Youcaniani, e dando un’occhiata ai libri e agli autori questo titolo mi ha chiamato. Alle volte, mi sembra proprio che siano i libri che ci cercano, e dobbiamo essere pronti a leggerli perché quello sarà il momento giusto per farlo…
Dunque, un titolo particolare, almeno per me, botanica, che non avrei mai associato, razionalmente, spighe e amarene. E quella era solo la prima sorpresa che mi attendeva. In un susseguirsi calmo eppure serrato, entrano in scena i vari personaggi che agiscono secondo caratteri ben definiti e coerenti. Il giornalista –detective Pinin ad una prima impressione, mi ha ricordato l’ispettore Sarti di Loriano Macchiavelli, non so dire esattamente perché, se non per quella sua ‘aura’ di idealismo un po’ stanco e provato dalla realtà della vita quotidiana, del mondo e della gente. Ma poi, pian piano, scopri leggendo che lui possiede quel sesto senso che gli fa vedere le persone morte…. Ed anche questo è interessante perché secondo alcuni filosofi e gnostici, sono i vivi senza coscienza del perché vivano ad essere veramente morti… mentre i morti che incontra Pinin, sanno. Ricordano la loro vita e la loro morte, ed anzi offrono al detective importanti idee per risolvere questo caso in cui suo malgrado si imbatte. Nico Bonci, uomo elegante e di successo secondo il mondo borghese, lo sceglie tra tutti e sarà grazie a Pinin che ritroverà le tracce del fratello che volutamente ha abbandonato la sua famiglia, tradizionalista e cupa, creandosi un nuovo futuro. Che in fondo, è quello che vorremmo fare tutti noi… liberarci da vincoli più o meno imposti da famiglia e società.
Un romanzo ben costruito e intrigante, che si legge d’un fiato, fino allo straniante colpo di scena finale: il cunicolo spazio-temporale, uscendo dal quale il protagonista si trova davanti ad una nuova storia. Del resto, già la citazione iniziale ‘Nessun’infanzia è priva di terrori’, tratta, credo, da ‘Complotto contro l’America’ di Philip Roth, è un wormhole, in un certo senso: l’autore infatti immagina una storia parallela a quella realmente avvenuta e le sue conseguenze su di lui bambino e sulla sua famiglia.
Chiamatelo anche più scientificamente ponte di Einstein-Rosen, ma nulla cambia davanti all’affascinante prospettiva che esprime. La Nasa ne ha scoperto recentemente uno in mezzo alla nostra galassia… ne hanno parlato film molto celebri quali Contact di R. Zemeckis e Interstellar di C. Nolan e libri best sellers come quello di Thorne. Sembrano cose lontanissime da noi e dalla nostra vita, ma se hanno ragione gli ermetisti e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, allora ci è lecito sognare ed immaginare che un wormhole possa entrare anche nelle nostre vite.
Complimenti Clara! Aspetto il tuo nuovo viaggio nella psiche umana e nella fantasia che sa creare!


Roberta B. - dicembre 16, 2016
TRA LE SPIGHE D'AMARENA è stato il primo dei libri di Clara Bartoletti che ho letto e che rimane per ora il mio preferito.
Pinin, è un ex poliziotto e ora giornalista di cronaca nera, incaricato da Nico Bonci di trovare il fratello gemello Leon, scomparso senza lasciare traccia di sè.
Pinin si trova così a ripercorrere la strada di Leon, e nel contempo la propria, una vita un po' speciale visto che l'uomo ha un potere paranormale, lui parla con le anime dei defunti, dono che nel corso della sua vita l'ha reso un poco emarginato.
E' una storia un po' onirica, incentrata sul problema dell'autismo e della difficoltà di comunicazione.
Stile scorrevole, storia mai banale, una delicatezza nello stile della scrittura che ti tiene incollata pagina dopo pagina fino all'inaspettato finale.
aspetto il prossimo ;)

Roberto Serafini - agosto 27, 2015
Si può amare un libro? Si può amarlo fino al punto di portarselo dietro al lavoro, tenerlo sul comodino, sfogliarlo, accarezzare le sue pagine nonostante si sia finito di leggere già da alcuni giorni? Ebbene, a me questo è successo con il libro di Clara. Sarà che in quelle pagine, tra quelle righe, si respira un’atmosfera così familiare e calda, perché il protagonista della storia, Pinin, ci racconta la sua vita e quella dei suoi parenti più stretti. Ce li fa sentire così vicini a noi che ce ne affezioniamo fin da subito. Ci racconta inoltre la sua infanzia vissuta in un mai menzionato paesello dell’Appennino reggiano, dove da piccoli non si passava il tempo con i giochi moderni o con i social network, ma si correva dietro alle galline per l’aia o a cercar rane nel torrente dietro la collina; non si giocava alla play station ma si accompagnava il papà nei campi o il nonno nei pascoli. Se eri una ragazzina, invece, aiutavi in casa la mamma con il bucato o a fare il pane, i dolci e le conserve, oppure a tenere le braccia e mò di rocchetto umano per il filato della nonna.
Clara ci fa rivivere, o vivere per la prima volta, tutte queste sensazioni della vita di un tempo, ci fa sentire gli odori e i sapori dei prati e delle piante, dei campi di grano e degli alberi di amarene, del cielo azzurro sopra di noi e delle nubi, cariche di pioggia, che si rincorrono veloci, come se stessero danzando o giocando tra loro.
Ma il nostro Pinin sognava altro nella vita. Lui, che aveva un “dono” speciale, non poteva passare il resto della sua vita nel piccolo borgo a raccogliere fagiolini o a guidare un trattore.
Lui voleva studiare e fare il poliziotto. Lui voleva arrestare i cattivi. Lui sapeva anche ascoltare.
E a lui, proprio per questo, le anime dei defunti si rivolgevano, affinché le aiutasse a scioglierle dai vincoli che le tenevano ancorate e prigioniere su questa terra.
«Il ricordo di me, nelle loro menti e cuori, m’incatena su questa terra che non mi appartiene più. Tu sei l’unica persona cui io possa comunicare il mio disagio. Per favore, dì loro che li ho perdonati. Per favore, dì loro di dimenticarmi.»
Pinin, lasciata la polizia, segue la strada del giornalista di cronaca nera e la sua predisposizione lo porterà a svolgere un delicato incarico affidatogli da un uomo molto in vista: la ricerca del fratello scomparso da ragazzo e di cui non si è saputo più nulla per trent’anni. Trasformatosi in detective indaga, raccoglie informazioni e scopre le tracce che lo conducono a una “svolta” decisiva e inaspettata, tutta da gustare.
Lo stile narrativo di Clara è meraviglioso, introspettivo, a tratti poetico; ti accarezza e ti conquista pagina dopo pagina.
Ritengo questo libro il suo capolavoro assoluto e superiore, se pur di poco, ai suoi precedenti lavori, “April Rose” e “528”, di cui consiglio ugualmente la lettura.


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