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La Sicilia Romana: Studi Ceramologici Sulla Terra Sigillata Africana di Mariano Morganti
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: La Sicilia Romana: Studi Ceramologici Sulla Terra Sigillata Africana
  • Autore: Mariano Morganti
  • Data di uscita: 2020
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788831689861
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EBOOK
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{DESC} La sigillata africana è una classe di ceramica fine, da mensa, di qualità più o meno raffinata, coperta interamente o in parte da vernice di colore rosso-arancione, più o meno liscia e brillante, che, decorata in vario modo, ha ampia diffusione dal I al VIII sec. d.C. in tutto il Mediterraneo e soprattutto lungo le aree costiere. I materiali africani sono veicolati per mare e ritenuti “merce di accompagnamento” delle anfore e del loro contenuto (l’olio africano). La sigillata africana C proviene dalla regione della Bizacena della Tunisia centro-orientale e si diffonde sporadicamente all’inizio del III sec. d.C. per essere poi sostituita dalla produzione in sigillata D. Tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. si assiste ad una ripresa delle officine della Tunisia settentrionale intorno all’area dell’antica Cartagine, che coincide con il maggior sviluppo della produzione in sigillata africana D tanto che proprio in questo momento si registra la massima diffusione della cultura figurativa africana nel Mediterraneo occidentale. A partire dalla seconda metà del IV sec. d.C. però, comincia un primo periodo di decadenza che porta, dapprima, ad una provincializzazione delle produzioni e, poi, ad un loro lento e costante declino a favore di forme di qualità, argilla e vernice sempre più scadenti. La classe dimostra una certa standardizzazione dei tipi e dunque l’esistenza di una tradizione ben consolidata, testimoniata dall’elevatissimo numero di produzioni. La dominazione vandala sembra comportare un declino delle esportazioni verso l’Oriente, dove la sigillata D è sostituita dalle ceramiche pergamene e cipriote mentre in Italia Meridionale la diffusione di tale ceramica riprende con la riconquista bizantina. La sua definitiva scomparsa si deve invece all’invasione araba dell’Africa (647-698 d.C.) che comporta la rottura dell’asse Cartagine-Costantinopoli e, di fatto, interrompe l’esportazione della classe.
 
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