Facebook

CARRELLO

Mancano {{remaingForFreeShipping|currency}} per ottenere le spese di spedizione Gratis

Totale {{totalAmount|currency}}

Non hai ancora nessun articolo nel carrello.
Giorno fatale. Ora fatale

Recensioni

Giorno fatale. Ora fatale

di GIUSEPPE NALLI (Autore)
5 su 5 stelle sulla base di 8 Recensioni
Da GIUSEPPE NALLI il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Per realizzare l’opera l’autore ha attinto a piene mani all’evocazione della componente spazio-temporale della scrittura. Contemporaneamente all’idea iniziale di stesura, alcune coincidenze hanno iniziato ad inanellarsi quasi automaticamente, destabilizzando ogni progetto o programma inizialmente precostituito. Tracciato il percorso e rotti gli indugi, ha prevalso l’idea di rischiare il tutto per tutto con ciò che si presentava come semplice occasione espressiva. Il risultato è una sorta di irriproducibilità di ogni azione che potrebbe stare ai numeri come un fremito sta al cuore.

Da Ugo Gioacchin il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Caro Giuseppe! Ho ricevuto oggi il tuo GIORNO FATALE ora fatale , “viaggio nell’essenza dell’attimo” come lo definisci tu e, tra quelle perle, non saprei scegliere quali abbiano destato in me più emozione che nelle altre, ma credo sia meglio così perché una scelta esclude ed io non me la sento di “discriminare” spezzando così un meraviglioso componimento che, viceversa, deve restare intatto nella sua bellezza. Si può definire poesia un insieme di parole in grado di comunicare, di mettersi in sintonia con il lettore, ma qui siamo in presenza di “vera” poesia perché la tua ipersensibilità poetica, il tuo stile sobrio, efficace (mi verrebbe da dire pragmatico!!!), e profondo, conferisce e accentua ancor di più il tuo sapiente descrivere le pulsazioni e l’esultare dell’anima. Mi piace che non ci sia metrica perché non la ritengo indispensabile (per me è anacronistica) e sarebbe sbagliato forzare le tue parole su di uno schema prefigurato visto che si collocano già da sole…La sinfonia che ne deriva nel leggere è melodiosa e sai cosa mi ricorda? Mi ricorda il suono della fisarmonica nelle feste sull’aia cui assistevo da bambino nel podere dei miei nonni e tutti i “grandi” ballavano e tutti eravamo felici Noi bambini eravamo incantati dalla bravura dei musicanti… Ecco: nella tua poesia sento la fisarmonica! Sai, se fossi stato pittore, ti avrei inserito tra gli impressionisti dato che forte è in te la percezione della realtà tramite impressioni di spazio e tempo è vero, ma anche di luce, colori e forme che si “sentono”. Concludo dicendo che ho divorato in mezz’ora il libretto ma, ti assicuro, che impiegherò molto più tempo per meditarlo come merita e, inoltre, mi è piaciuta l’introduzione alla XLVII presa da Sant’ Agostino che, tra i padri della Chiesa è uno dei miei preferiti. Grazie! Ugo P.S. Vedo che Flavia con la sua “Venere” è sulla buona strada, complimenti Latina, 23/2/2016 sera

Da Katia Valentin il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Ho avuto in prestito il libro da Rossana. Bello e coinvolgente. Lo acquisterò anche io. Vale la pena 'possederlo'.

Da Katia Valentin il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Ho avuto in prestito il libro dalla mia amica Rossana. Bello e coinvolgente. Lo acquisterò anche io. Vale la pena 'possederlo'.

Da Rocco Mortelliti il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Chi racconta si sostituisce a Dio, quel Dio che dicono essere dentro di noi, in qualche modo a talune persone è concesso in quanto hanno la consapevolezza di essere dei filtri naturali per narrare ciò che già esiste. Lo si fa con la scrittura, pittura, teatro, cinema, musica. Leggendo l’interrogativo che si pone Nalli mi ha fatto pensare ad autori che in passato hanno sottolineato il ” vivere” e la sua contraddizione, contraddizione perché si ha paura di esplorare l’oltre. Oltre cosa? Oltre il tutto e il niente. Si entra quindi in una visione filosofica? Beh, un certo Giordano Bruno asseriva la continuità dell’esistere. Ma in che modo esistere? Questa è la domanda delle domande. Noi percepiamo ciò che conosciamo o per meglio dire ciò che ci hanno fatto conoscere e facciamo i conti con esse. Ma provo a fare un po’ di chiarezza: l’uomo ha dovuto codificare il tempo e lo spazio e poi tantissime altre cose necessarie per poter dare un senso alla propria “limitata” esistenza. Esistenza fatta di cose concrete per poterle governare. La fisica quantistica ci parla della continuità dell’esistenza in forma diversa come lo stesso Giordano Bruno asseriva facendosi bruciare vivo dalla santa inquisizione per difendere ciò che a lui appariva indiscutibilmente chiaro. Ebbene leggendo ” Giorno fatale” mi è apparso in maniera netta un’entità proveniente da un altro mondo parallelo. Questo essere entra nel nostro mondo codificato e pone interrogativi. “Essere o non essere” Shakespeare lo fa dire ad Amleto, un dilemma che inizialmente ha un’impostazione speculativa, infatti enuncia nei due poli opposti di ordine metafisico: essere o non essere. Questo dilemma lo troviamo anche nel linguaggio parlato: o mangi questa minestra o salti dalla finestra, o bere o affogare, è meglio avere il massimo successo o assicurarsi la salvezza dell’anima. Nalli, usa le parole codificate per esprimere un’immagine, un pensiero, un concetto, parole scolpite freddamente, apparentemente senza anima, sembra sbatterci in faccia l’ovvio e il suo contrario. Ma è lo spazio e il tempo che diventa caos, trasformandosi a sua volta in un binario obbligato cui sottoporre il micro e macro cosmo della nostra esistenza. Il mio pensiero per Peppe Rocco Mortelliti

Da Antonio Fiorini il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Alcuni concetti non sono riuscito a fermarli pienamente, probabilmente per miei limiti. Però il libro è gradevole, di facile lettura. L'ho divorato in mezz'ora. Ma ci tornerò sopra, magari per mettere a fuoco meglio qualche aspetto. Ci risentiamo. Un saluto e complimenti per la ricerca, anche se solo poetica (e non è poco!).

Da Antonio Refice il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Mi ha incuriosito il titolo. Poi, leggendolo più volte, vi ho trovato corrispondenze con la mie recenti esperienze. Lo consiglio per chi cerca risposte introspettive e riflessioni sulla vita intimista.

Da Michele Boccia il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

"IN NOME DELLE COSE" (Leggendo "GIORNO FATALE ora fatale" e "Qualcosa di (extra) ordinario") Al caro amico Giuseppe, "in nome delle cose" Dopo la lettura dei tuoi scritti, dico, sinceramente, che la salvezza dalle cose sterili del vivere di oggi, si può trovare dove le necessarie pause alate, ti sospendono nei cieli rarefatti. Questo perché tutti corrono e non c'è tempo per riflettere o per sognare; tutti passano sulla terra correndo spremuti, oppressi, sopraccarichi. Signore, forse ti sei sbagliato nei calcoli, perché c'è un errore universale. Ma tu ben ti sei cimentato nella "smagliatura" della rete che ci intrappola, per dare un senso all'esistenza e cercando di trovare un varco verso il vero. In te trovo quella sete di risposte che, inesorabilmente, cercò Leopardi nel Canto di un pastore errante, nella solitudine della ginestra, nel suo naufragare. Inoltre, nel tuo calendario mensile, sei andato nei fossi e negli orti, tra le pozzanghere, ascoltando il canto degli uccelli, annusando a pieni polmoni l'odore di cose pure. E' proprio vero che la Natura non fa nulla a caso! In questi scenari l'inquietudine, il male del vivere, l'incomunicabilità, lasciano il posto a quella pace che "disfa" il gelo del cuore e le ombre dell'uomo. Perché, anche il balbettio di qualche sillaba, può significare una VERITA' positiva da "COMUNICARE"; è così che il PASSATO si fa vecchio e quei baci si tramandano ad altri. Quei ricordi, quegli amori, quelle sconfitte! Ora, per finire, accettiamo "docili" la saggezza dell'età, la dolce pace del silenzio; inoltre, ove possibile, ascoltiamo gli altri pur se noiosi ed incolti; perché anch'essi hanno la loro "storia". Quanto, ho detto, non è una recensione, ma la nota di un Verdi, di un Vivaldi, di un Mozart che trovo nei tuoi pensieri. Caro Peppe, la tua penna ha vergato il nostro sentire. Un saluto da Michele. Amaseno Giovedì 10-05-2018.

I Clienti hanno comprato anche

Youcanprint, la piattaforma italiana di Self-publishing

Youcanprint è la prima
piattaforma Italiana di self-publishing.

Youcanprint è da 5 anni consecutivi la prima piattaforma Italiana di self-publishing secondo l'Associazione Italiana Editori.

Dati AIE 2022 (Associazione Italiana Editori)