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di Luce e d'Ombra

Recensioni

di Luce e d'Ombra

di Annamaria Barreca (Autore)
3 su 5 stelle sulla base di 4 Recensioni
Da Annamaria Barreca il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Questa nuova raccolta intitolata “di Luce e d' Ombra” è divisa in due parti, la prima porta il titolo di “Dàimones” e comprende 49 brevi componimenti non titolati; la seconda, “ Sottili Evanescenze”, ne comprende 18. Il richiamo al concetto e alla realtà di “En Soph” è esplicito e implicito. Si legge: “ Sussurra En Soph / mi lascia con il dubbio ch'erode. [...] Il vizio di vivere cancella / impronte all'oggi indifferente». L'esperienza dell'abisso mistico è come cancellata dal vivere quotidiano, che ha i suoi dèmoni e le sue urgenze, e tende ad emarginare ciò che è “indifferente” rispetto questa quotidianità. Il titolo della raccolta ci richiama, evocando in modo esoterico la “Luce” e l'”Ombra”, quella dimensione dell'evanescenza. La vita è un miscuglio di realtà quotidiana e di realtà spirituale, eterna, da qui nasce una serie di situazioni in cui le due realtà sono in opposizione. Ora mescolate in modo inestricabile, come nel “connubio di uomobestia”, ora confinanti in un susseguirsi di evanescenze fra un limite e l'altro. Tutta la prima parte, in particolare, è permeata di termini oppositivi. Non solo “luce” ed “ombra”, ma anche “paradisi” e inferni”, la giovinezza dello spirito e l'età “d'un corpo ormai sfiorito”, le ore che “regalano speranze” e le “esistenze svuotate”. E ancora abbiamo le “spalle spavalde / profumate di giovinezza” e i “segnali d'autunno”, la “natura benigna” che ”cela orrida morte”, la vita che scorre tra “levità ed affanno”, tra “arpie fameliche” e “un soffio amico”. Ed altro, da cui emerge il conflitto sia come realtà interiore, colto con l'introspezione lirica, sia come realtà quotidiana nella gestione della propria vita in tutti i suoi aspetti, sia come realtà della natura e del cosmo. In questa battaglia continua che è la vita i “Dàimones” ora ci guidano e consigliano ora ci sono avversi e dobbiamo superare gli ostacoli che ci oppongono. Annamaria non ci dà una definizione di queste creature, che talvolta ci appaiono come esseri reali, come spiriti degli spazi paralleli, altre volte come metafore di forze che agiscono in noi e nel mondo, come le passioni, i sentimenti, le paure, l'amore e l'odio, il desiderio, le speranze. In entrambi i casi il conflitto spinge a una ricerca di conoscenza e di comprensione che porti al superamento delle lacerazioni e alla conquista della quiete. Il percorso è cosparso di dubbi e di debolezze. La poetessa si chiede se lei sia una “tessitrice abile o maldestra apprendista”, se il suo “ordito” sia un “vissuto d'autore / o patetico motteggiare”. Ma al dubbio risponde: “Io sono... questa la mia certezza / Scorrerà il mio domani / tra terzine e versi sciolti / puledri indocili sui miei pensieri / impervi”. In questa affermazione troviamo l'energia vitale, fino a un vero e proprio vitalismo, che si affida alla poesia come all'amore e al sesso, complemento corporale dell'amore stesso. L'energia così accumulata ha la funzione anticonformista e liberatoria di scompaginare “usurati schemi”, la cui rottura, però, confonde, prima di ritrovare un equilibrio più valido. È La poetessa, in un susseguirsi di riflessioni che toccano anche temi religiosi, coglie se stessa come “attrice e regista d'un canovaccio / ordito da dèmoni bizzarri”, ma sa indirizzarsi, con la sua scrittura, agli “infiniti silenzi / che vivificano i miei mondi / ululati a dèmoni mistificatori. / Vivrò forse altre vite / navigando sulla parola / acuto veliero che solca cieli / e s'inabissa in universi di luce”. La parola “s'innalza s'inabissa / come respiro / come amplesso / mai sazio mai pago”. La parola, dunque, è amore e vita, è infine orgasmo liberatorio che la rende amata e amante, felice e forte, capace di sostenere la lotta contro il male nella “sacrale partita” giocata fra dèmoni e angeli. Infine, conclude: “Non subirò l'assalto di mani furenti / avvitata alle mie convinzioni / sarò amante e amata”. Che è come dire: persona libera, padrona di se stessa, serena nell'amore. La prima sezione si chiude proprio con un inno in omaggio della parola, che è quasi un'autorecensione della propria poesia: “Amo la mia parola / asciutta audace / che allude elude / che turba si turba / che dice poi tace e attende / [...] che gioca col pianto col riso / una parola decisa”. Anche la seconda sezione si chiude con un omaggio alla «parola», che, via via, ha assunto un significato più corposo e da parola poetica, da scrittura lirica, è assurta al significato gnostico di parola come “logos”, di parole “preziose ed eterne / per comporre versi / ed animare mondi altri. / Conobbi così l'eternità!”. Prof. Luciano Aguzzi

Da Annamaria Barreca il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

“Quello che scrive Annamaria Barreca, nella sua nuova raccolta “ di Luce e d'Ombra” - 2017- Youcanprint- Tricase (LE), è sempre emozionante e sorprendente. In questi versi si può notare un certo artificio, forse voluto, che rappresenta una svolta verso un'altra direzione.. L'Autrice si sofferma sul limite tra la vita e la morte, il vigore della giovinezza e la pacatezza della vita adulta, e non è facile restare su questa voragine. Tutto ciò giustifica il dolore e una certa resa. Il ritmo è armonioso, accattivante, come sempre, e lo stile, non più asciutto, crea l'idea di un'onda fluttuante tra qui e l'oltre che, a dire il vero, è interessante. Annamaria Barreca volutamente si sofferma nella zona d'ombra della nostalgia e tale indugiare, visto il titolo, è voluto: tra la luce e l'ombra tutto è confuso per cui il lettore resta in bilico, col fiato sospeso. La logica di questo poetare filosofico è molto affascinante. Questa raccolta è uno schiaffo al lettore, in senso positivo ovviamente. Complimenti all'Autrice per questo lavoro così diverso dagli altri fin'ora scritti, ma in sintonia con la sua voglia di sperimentare e crescere”. Prof. Francesco Idotta – Reggio Calabria

Da Annamaria Barreca il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

“ Più che mai, in questo libro “ di Luce e d'Ombra” di Annamaria Barreca – Youcanprint- 2017- Ticase ( LE) - ( due maiuscole per fissare un senso “ metafisico” ) la poesia si volge al pensiero; e domina, nelle scansioni del “ pensiero poetante”, un'accorata meditazione sulla vita e la morte, sul nulla/tutto e sul Tempo che scandisce l'oblio, la metamorfosi e la rinascita. Mi colpisce sempre la sensibilità della poetessa, mai passiva, come mai arresa è la sua volontà di vita”. Prof. Stefano Lanuzza - Firenze

Da Annamaria Barreca il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Cara Annamaria, Ho visto e ho letto. Bellissima la tua fotografia che ben si fonde con il titolo del volume, elegante e prezioso il tutto. Tutto questo merita più parole, ma io non farò una recensione bensì una lettura libera, un applauso. E allora ti vedo camminare sulle acque di un grande fiume, leggera , mentre le rive ti chiamano, una con la gioia e la vita e l’altra con le ferite e il dolore. Tu ascolti l’una e l’altra, ma poi torni sul tuo fiume, ricco, che traduce in parole tutto ciò che provi. E sta lì, nelle tue parole, che hanno trovato versi e metri nuovi, solo tuoi, come in una raggiunta e felice maturità. tutta la tua sensibilità, tutto il tuo pensiero,perché tu dici e non dici e vai oltre,in un luogo o non luogo in cui vi sia una speranza di luce. Io, con il mio cammino molto più lungo del tuo e solo su terra battuta, sento la gradevole carezza del tuo immaginario felice, le ferite chiuse non mi toccano più. Per quel che resta di me mi ritrovo soprattutto in quel divertissement, che gioca con musica e parole e ti porta in un giro di giostra consapevole solo di te stessa. Seveso, Agosto 2017 Prof.ssa Carmela Pregadio

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