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L'eretica di James Fantauzzi
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: L'eretica
  • Autore: James Fantauzzi
  • Data di uscita: 2013
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788891120557
{DATI_FINE}
EBOOK
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Disponibilità immediata.
{DESC} Spagna, inizio del 16° secolo. L'inquisizione di Siviglia condannerà a morte una donna, Laura, accusata di eresia e omosessualità ma soprattutto di aver fornito aiuto a una famiglia di Ebrei in precarie condizioni fisiche di cui un membro era già ricercato dal tribunale ecclesiastico per essere processato. In realtà, la filantropia di Laura la spingeva a mettere al centro dell'universo non le religioni o le origini etniche delle persone ma l'essere umano in quanto tale. Questo gesto altruista lo pagherà bruciando viva dopo un processo durante il quale lei sarà atrocemente torturata da sadici monaci, secondo le modalità del tempo. I suoi miseri resti saranno raccolti di nascosto da un cugino e sepolti dalla madre di Laura in un posto segreto. Dal luogo della sepoltura si materializzerà però un'inquietante presenza…
 
Questo libro ha ottenuto N. 4 recensioni dai nostri lettori
Gerardina Ficetola - novembre 20, 2013
PARTE 2 di 2

Un “fumetto d’autore” questo, in cui la trama, oltre ad essere avvincente, accattivante e per certi versi “attraente”, è capace di suscitare riflessioni e pensieri eterogenei, per lo più negativi, sulla vita, sulla religione e in particolare, sull’esistenza o meno di un dio, sulla moralità, l’etica, sulla natura umana e su che cosa siano il Bene e il Male. Se valga la pena lottare o meno, se è necessario rispondere alla violenza con la stessa identica violenza o in maggior dose; se la vendetta possa risolvere tutto o appagarci solo in parte per quello che abbiamo patito… Le riflessioni sono molteplici, le risoluzioni e i traviamenti variegati; è proprio ed è troppo difficile “scegliere”.
L’eretica, in tal senso, la considero nella sua accezione in senso lato; per me è la “voce della coscienza”, quella stessa voce che, fuoricampo, ricorda a Laura che non potrà agire sugli eventi, sul loro corso e sulla storia, che annuncia che non può modificarli ma può soltanto vendicarsi; ma alla fine, anche se si vendica, potrà solo appagare una parte di sé, magari quella in cui prevale il suo orgoglio, il suo rancore, la sua rabbia, il suo senso di giustizia, ma credo che la vendetta non possa portare a null’altro, oltre che a questo. Rimarrebbe sempre il non sentirsi ripagati fino in fondo per i torti subìti, per la violenza patita e per la sofferenza vissuta. Non c’è una risoluzione a tutto questo e per questo Laura sarà sempre destinata a vagare nella storia, a fare del male essa stessa e a far trionfare il Male stesso.
Laura è il “frutto” di quello che ha patito, della sua storia: ha subìto la violenza corporale e il dolore, ha perso la fede, non crede più in Dio, se quello stesso Dio in cui credeva ha permesso e permette ancora che tanti innocenti periscano; non esiste se regna la miseria, la fame, la desolazione, la sofferenza… La benevolenza e l’amore per il prossimo non ci sono più; le ingiurie e le barbarie regnano, e quello stesso Dio non esiste più, se sono proprio i suoi “ministri corrotti e perversi”, e più in generale i suoi Figli, generati a Sua immagine e somiglianza, a far trionfare il Male. Tutto ha perso senso. La vita ha perso il suo senso. Soltanto nel buio e in quel freddo che domina la morte, Laura ritrova il suo senso e sembra “rinascere”, anche se non si riconosce; soltanto con la vendetta, forse, pensa di potersi riscattare, ma vagando nella storia, la stessa Laura soffrirà la pena maggiore: assistere ad altre innumerevoli sofferenze, morti di uomini, donne e bambini innocenti, tanto da farle desiderare la stessa cosa di cui lei ne costituisce la “sostanza”: la morte appunto.
La storia deve fare il suo corso, anche se doloroso; nessuno può fermarlo; Laura può salvare solo quelle persone in cui si imbatte, può punire i colpevoli, ma non può deviare il corso degli eventi. Se avesse potuto farlo, quei corpi umani nel campo di Auschwitz non sarebbero stati più bruciati nei camini fino a quel 27 gennaio del 1945. La coscienza di Laura continua a volere SSSSANGUE; il sangue è morte, Laura è la Morte.
Questo è quello che è successo a Laura, questo è quello che lei può fare e che non può evitare. Di fronte all’evolversi degli eventi, nel Bene e nel Male, varie sono le sensazioni e le reazioni e cambiano per ogni persona. Di fronte ad essi, le inclinazioni sono differenziate per ciascuno di noi. Per ogni cosa, può esserci un bivio, per cui necessaria è una scelta per andare avanti; spesso è difficile “scegliere”, perché ogni scelta comporta delle conseguenze. Come una Ring Composition, si ha un andamento ciclico, che sempre torna e si ripete. Quello che è certo, è che, che reagiamo o meno come Laura, Appio Claudio Cieco aveva ben ragione quando affermava: ”Homo faber fortunae suae” e la lettura di questo romanzo di James non può far altro che animare ancora di più simili e altre osservazioni.
Sono sicura che chiunque “scelga” di leggere questo graphic novel sarà anche lui animato da riflessioni vaste e profonde, da quello stesso desiderio di “evasione”, seppur momentaneo, che io ho “scelto e desiderato” questa sera al posto delle “solite letture”; che tanto mi ha entusiasmato, leggendolo tutto d’un fiato, e “scegliendo” per me un giudizio estremamente positivo sulla “trama delle immagini”, magistralmente presentata e che favoriscono a rendere incalzante il ritmo, l’armonia e l’intera narrazione.
Dina Ficetola


Gerardina Ficetola - novembre 20, 2013
Recensione - L’eretica di James Fantauzzi.
PARTE 1 di 2
L’eretica, è questo il titolo del nuovo fumetto di James Fantauzzi, ossia di quel linguaggio di uno dei tanti settori della letteratura, ben noto anche come “letteratura disegnata o arte sequenziale”, che ha preso sempre più piede nel corso del nostro secolo.
Il termine si richiama al verbo contratto greco αἱpέω, il cui significato ha varie accezioni, tra cui “afferrare (con la mente), capire, prendere, cogliere, convincere, dimostrare, persuadere” o ancora “attrarre, scegliere, preferire, eleggere” (come riportano Franco Montanari e Lorenzo Rocci). Dal verbo, il sostantivo femminile αἵpεσις indica la “scelta, inclinazione, preferenza”, in genere deviante, o comunque considerata un “paradosso”, inteso come “ciò che contrasta col senso/opinione comune”.
Ebbene, già dal titolo si evince la “scelta” dell’autore nel prediligere e creare una storia con una trama e uno stile ben differente dal suo precedente “Spartacus”, l’altro “romanzo grafico” storico di James. Anche in questo caso, come scritto pocanzi, la “storia” ne è la principale protagonista: dalla rivolta servile di Spartaco del 71 a.C., ora la vicenda si colloca all’inizio del XVI secolo, per poi catapultarsi nel XX secolo. Lo scarto temporale è abissale; l’Inquisizione spagnola del XVI secolo domina il panorama con un periodo di intensa attività, pene severe e un notevole numero di processi, soprattutto contro gli Ebrei convertiti al Cristianesimo, i cosiddetti “conversos” o “marrani”; la censura dei libri, i sospetti contro i “crimini ideologici”…, il tutto sotto la Corona Spagnola, operando come una sorta di polizia segreta col compito di prevenire possibili colpi di Stato. Dal XVI secolo, la vicenda si sposta precisamente nel 1915, con le uccisioni perpetrate dai Turchi ai danni degli Armeni, alleati dei Russi per ottenere l’indipendenza dalla Turchia, per poi giungere al 1945, durante il periodo nazista polacco con il Führer Hitler. Allo stesso modo, anche dal punto di vista geografico, dall’Italia di Spartacus giungiamo, con il XVI secolo, nella parte sud-occidentale della Penisola Iberica, a Siviglia per la precisione; con il 1915 in Armenia, e infine, col 1945 ad Auschwitz, in Polonia. Il clima che si respira in tali periodi, però, non cambia: la violenza è la stessa; la volontà di far prevalere le proprie idee e inclinazioni a tutti i costi (anche a costo della vita), la passione per la “libertà” in tutti i sensi, il coraggio e la forza nell’affrontare tutto e tutti, il desiderio di rivendicare se stessi e la fermezza nell’esprimere il proprio modo di essere e di pensare, l’umanità “filantropica”, la follia umana, il dolore e il furore, la rettitudine e il forte senso di giustizia, sono anche qui gli ingredienti preponderanti del personaggio principale. “Homo homini lupus est”, “l’uomo è un lupo per l’uomo”, è sempre stato così, dai tempi del commediografo latino Plauto, come riporta nella sua Asinaria, poi ripreso nel XVII secolo dal filosofo inglese Thomas Hobbes, fino ad Antonio Gramsci, nei suoi “Quaderni del carcere”. Una frase tanto vecchia quanto attuale.
L’inizio della sofferenza di Laura, la protagonista, avviene “in medias res”: Laura è sottoposta all’interrogatorio e al giudizio dei sadici monaci dell’Inquisizione di Siviglia, quella stessa istituzione di cui un suo membro aveva “violato” Laura, ingravidandola. È accusata di omosessualità, di eresia e dell’aiuto prestato ad un latitante ebreo ed alla sua famiglia, colpevole per la corte di praticare riti ebrei anche se convertito al Cristianesimo. Col “rogo purificatore” dell’Inquisizione, dopo varie violenze, viene arsa viva, incinta ed è così che comincia il suo viaggio attraverso la storia, assetata di vendetta e di sangue. La sua voce è terrificante, quasi la sento pervadere e fuoriuscire dalle pagine del fumetto. E’ raccapricciante; rimbomba il sibilo e la frizione della fricativa alveolare sorda, S, della parola SSSSANGUE.
Ed è così che dal tempo a lei contemporaneo, con la vendetta di Isabel, destinata ad appagare le “voglie” dei monaci del convento di San Carlos, alla vendetta per i soprusi e/o “giochetti” sessuali patiti da un bambino affamato, in cambio di cibo, la Laura del XX secolo, in Armenia, si vendica dei soldati Armeni per le loro marce di morte nel deserto con stragi di innocenti turchi, donne crocifisse dopo essere state violentate, fino ad arrivare in Polonia per vendicare la morte delle donne nei forni crematori, nelle docce; vendica quelle cavie umane del laboratorio di alchimia ariano, considerati esseri di razza inferiore.

Laura G. - ottobre 16, 2013
La graphic novel di James Fantauzzi colpisce nel cuore e nelle viscere per diversi motivi: la storia si svolge in tre diversi momenti storici drammatici..16° secolo, Spagna durante la Santa Inquisizione..Inizi del 900 , genocidio del popolo armeno ad opera dei Turchi.. Anni ’40, campi di sterminio ad Auschwitz durante il regime nazista..
Tre capitoli vergognosi della storia umana, tre esempi tra i milioni che si sarebbero potuti citare..L’autore con accurata precisione storica ci racconta , attraverso la protagonista Laura, l’orrore di quegli eventi..lo sdegno, il senso di impotenza, la bestialità, la follia trasudano in ogni pagina..Lo spirito di Laura, vittima innocente di quella crudeltà, cerca vendetta, ricerca la morte, vuole sangue…
I disegni di Fantauzzi, spesso pregni di quel sangue, sottolineano ancora di piu’ quel senso di morte e inquietudine che è presente in tutta la graphic novel..
In certi momenti si è portati a pensare che sia tutto frutto dell’immaginazione, che tali fatti non possano essere accaduti realmente..pensare alle torture da voltastomaco inferte dalla Chiesa a poveri innocenti durante il 16°secolo, o alle violenze inflitte al popolo armeno con torture, crocifissioni, corpi di bambini scorticati vivi , o alla lucida e oscena pazzia del dottor Mengele e i suoi esperimenti raccapriccianti sui bambini nei campi di concentramento, porta alla rimozione, alla negazione, alla non accettazione.. ma c’è una costante , sempre presente, che ci ricorda in maniera cruda che tutto questo è stato voluto e pensato realmente dalla mente umana..Una voce fuori campo sottolinea che Laura non potrà MAI cambiare il corso della storia.. e questo elemento è un coltello che apre le nostre menti..che ci porta in maniera dolorosa alla consapevolezza e alla verità.. è la nostra coscienza che parla ad ognuno di noi e ci dice in maniera schietta e inesorabile che nessun angelo, o entità soprannaturale può salvarci o cambiare il passato.. perché alla fine solo l’uomo può salvare se stesso..così come è capace di ideare atrocità di quel genere, così può lottare per evitare che eventi simili possano riaccadere.. è solo una questione di scelta, capire da che parte stare.. dalla parte del Male o del Bene.
Ringrazio James per questa possibilità che mi ha dato di aprirmi alla Verità..e mi auguro che possa scuotere le coscienze di tutti coloro che leggeranno questa graphic novel.

Laura

James Fantauzzi - ottobre 09, 2013
Annuncio l’uscita del mio fumetto digitale, L’Eretica: il fantasma irrequieto di una donna torturata e uccisa dall’inquisizione spagnola nel 16° secolo. L’Eretica si vendicherà contro coloro che le hanno tolto la vita ma attraverserà i secoli per ritrovarsi inspiegabilmente in Armenia durante una “marcia della morte” e, qualche anno più tardi, nel campo di sterminio nazista di Auschwitz…

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