La carne di Dio di Annamaria Barreca
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: La carne di Dio
  • Autore: Annamaria Barreca
  • Data di uscita:2014
  • Pagine: 40
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891134554
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{DESC} La silloge dal titolo " La carne di Dio" di Annamaria Barreca, nasce dall'esigenza di comunicare che la scintilla, che muove il gamete alla ricerca dell'ovulo da fecondare, è scintilla divina scoccata nell'attimo stesso della creazione. Essa, profondendo ogni cellula umana, rende l'uomo "carne di Dio".
 
Questo libro ha ottenuto N. 3 recensioni dai nostri lettori
Annamaria Barreca - novembre 18, 2016
“ La lettura delle poesie “La Carne di Dio, dal titolo potentemente sacrale, di Annamaria Barreca, rappresenta quasi un intenso poemetto intervallato da spazi come respiri profondi. Vi si ritrova il tema, se si vuole lucreziano, della natura 'naturante' tradotta in una mistica del corpo bene intonata con la trilogia di “ Vuoti a perdere “. Prof. Stefano Lanuzza, Firenze

Annamaria Barreca - novembre 18, 2016

“ Se la poesia è quello scatto felice che porta l'occhio a vedere insieme realtà e sentimento, questo è , per me, la poesia de "La Carne di Dio" di Annamaria Barreca. Una poesia per una lettura lenta, meditata, ricercatrice: una preghiera ininterrotta per un'anima che conosce il male ma non perde di vista il Cielo”. Dott.ssa Carmela Pregadio, Seveso
 

Annamaria Barreca - novembre 18, 2016
“ La Carne di Dio” autoprodotto attraverso Youcanprint, 2014, Seveso, pagg. 40: in queste poesie Annamaria Barreca trascina la lotta quotidiana dell'uomo-dio dalla croce alla strada. Sotto un semaforo, nell'attesa che giunga il via per poter attraversare, l'occhio osserva il mondo e si avvede che il sepolcro è divenuto un cavallo di Troia. Il male si insinua infido tra le mani dell'uomo e lo allontana dal bene, dal vivere etico e disinteressato. A questo uomo misero e sconfitto, al Cristo, che è l'unico agnello che possa essere sacrificato a Pasqua, resta solo il bacio di Giuda, l'alieno, l'altro. Colui che ci fa intendere, come dice la poetessa, che solo lontano dal tempio è oramai possibile sfiorare distese dorate. Ma non è mai troppo tardi né troppo presto per togliersi i vecchi abiti e indossarne di nuovi... perché il cambiamento è possibile. L'ultima poesia di questa raccolta richiama il già citato "Vuoti a perdere" in cui leggiamo: " Il buio non è mai perenne, così, anche per me, spuntò l'alba di una nuova epoca che, pian pianino, diede luce alla mia nuova esistenza" pag. 77. Perché "attraverso i deserti/ con addomi gonfi" le donne della poesia illuminano la strada, pronte a partorire "parola”. Prof. Francesco Idotta, Reggio Calabria



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