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I guardiani del fuoco di Alessandro Cabianca
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: I guardiani del fuoco
  • Autore: Alessandro Cabianca
  • Data di uscita:2017
  • Pagine: 48
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788892657649
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{DESC} La silloge I guardiani del fuoco di Alessandro Cabianca raggruppa due differenti momenti poetici dal titolo Figura, dieci testi fortemente correlati fra loro, e Frontiera, ventiquattro testi che riflettono su tematiche relative al tempo e alla storia riprendendo alcuni temi delle raccolte precedenti, in particolare de Il gioco dei giorni, riportandoli al presente e ai percorsi umani, come ben sottolineato dal poeta Attilio Carminati: "C'è in Cabianca un ritorno alla atmosfera virgiliana, alla contemplazione di campi, montagne, colline, alberi, piante, fiori, il riandare schietto e non retorico a paesi, borghi e casolari, ricuperati integri dalla memoria, a stagioni ridenti o rattristate, a infanzie verginali, a paradisi perduti. C'è altresì un bisogno di vivere, soprattutto di amare, senza inganni e ipocrisie, di amare donne, cose, o divinità, fa lo stesso; c'è una necessità di fuoco, di acqua, di neve, di vento, di luce, di chiarità in tutti i sensi, quale espressione delle stagioni sorte dalla terra e dall'aria, in stretto rapporto con le stagioni umane".
 
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Alessandro Cabianca - giugno 03, 2017
C'è in Cabianca un ritorno alla atmosfera virgiliana, alla contemplazione di campi, montagne, colline, alberi, piante, fiori, il riandare schietto e non retorico a paesi, borghi e casolari, ricuperati integri dalla memoria, a stagioni ridenti o rattristate, a infanzie verginali, a paradisi perduti.C'è altresì un bisogno di vivere, soprattutto di amare, senza inganni e ipocrisie, di amare donne, cose, o divinità, fa lo stesso; c'è una necessità di fuoco, di acqua, di neve, di vento, di luce, di chiarità in tutti i sensi, quale espressione delle stagioni sorte dalla terra e dall'aria, in stretto rapporto con le stagioni umane.
Il poeta, dunque, non smette di scavare nella propria radice contadina, lui, nato in un semplice paese del vicentino, dal quale ha attinto e attinge tuttora, con evidente nostalgia, amori e umori terragni, soprattutto una nobilissima condizione di civiltà veneta, divenuta, per atavico diritto, la sua regola di sopravvivenza.
Attilio Carminati


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