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Pianto rituale tra Nibbiano e Satriano, stanotte

di Stepor Marqu (Autore)

Quarant'anni dopo, doppiando Dumas…«I Girifalchi, in quel tempo, non esistevano più, dormivano, per così dire, sulla collina. Vivi erano vivi, morto era lo spirito, sebbene immortale.» I luoghi non ci sono più («In questi ultimi quarant'anni sono spariti tutti i bar e gli spacci di montagna, i sali & tabacchi, le cabine telefoniche, le osterie, le trattorie») ed anche il tempo presente sembra essersi ritirato in disparte. La stessa voce narrante presto tradisce il suo statuto: non è, come ci si attenderebbe, quella del superstite post catastrofe, finzione letteraria per eccellenza; e non è neppure quella oracolare del flusso di coscienza modernista. No, all'apologetica girifalca provvede un'entità aliena e immune dall'umano genere, sebbene di esso al corrente: è il luogo appartato (il fiume, il bosco, la valle, la montagna, la cavità di una quercia che sia). Per esso, con esso e in esso le epoche del mondo, il futuro remoto come il passato mitico dell'origine si danno appuntamento alla medesima ora. Nella simultaneità luminoso-tenebrosa baluginano il re della foresta, il parricida arcaico, il generale africano, il martire proto cristiano, il santo medievale, i monaci pacifisti e il trafficante di armi di distruzione di massa; per esso, con esso e in esso i Girifalchi dispersi vengono richiamati con la forza ai loro doveri funebri. Per radunarli si mobilitano pattuglie di poeti novecenteschi in mimetica: si tratta di celebrare la più numinosa liturgia funebre che la storia (della letteratura) ricordi: numinosa perché non si sa bene a chi appartenga, stanotte, la mummia portata a spalla nella foresta dai dodici poeti necrofori e psicopompi.Tutto converge verso una dolosa, scabrosa, parodistica Notte di Valpurga tra Nibbiano e Satriano: una seduta di laurea, che si svolge in contumacia del laureando, e nella quale si discute dell'opera inedita I Girifalchi e se ne vagliano le presunte e presuntuose ascendenze letterarie (da Goethe risalendo a Ovidio), si trasforma in uno sguaiato, debordante, onirico rito delle esequie. Se il volume primo de I Girifalchi era la parte storiografica e degli dei superi, ed aveva una data e un anno certi; questo secondo volume rovescia la prospettiva ed è la parte metastorica o catastorica, quella delle divinità infere, e la data è stanotte, ora, sempre, e quindi mai, non ancora. Pianto rituale tra Nibbiano e Satriano, stanotte ospita la più devota, santa, sacrilega, dissacratoria e riconsacratoria liturgia del trapasso e del congedo.

Informazioni editoriali

  • Titolo Pianto rituale tra Nibbiano e Satriano, stanotte
  • Autore Stepor Marqu
  • Data di uscita 2021
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 80
  • ISBN 9791220342377

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