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Ludendo Discimus (giocando impariamo)

di Ignazia Iemmolo Portelli (Autore)

Anche il teatro, diventa per Ignazia Iemmolo Portelli veicolo di valorizzazione e diffusione della lingua siciliana. Le opere teatrali raccolte in questo libro hanno rappresentato occasione di crescita sana e momento di aggregazione importante per molti. Ah sti carusi! è la perfetta sintesi del lavoro dell'autrice. Testo in vernacolo che racconta le difficoltà economiche di una famiglia che non si sottrae alla sua missione pedagogica. La saggezza degli anziani e la maturità del giovane protagonista sono perfettamente miscelati in questo scorcio di vita vera nel quale i buoni sentimenti, a dispetto dei luoghi comuni e dei pregiudizi, alla fine prevalgono sempre. Ne "gli alimenti" vuole porre l'attenzione sull'importanza dell'alimentazione corretta e sul ruolo centrale che una corretta educazione alimentare ha nel processo di crescita. I promessi sposi sono una rielaborazione in chiave "pop" di un grande classico della letteratura italiana.Tutti i personaggi della celebre opera manzoniana si confrontano con dialoghi pertinenti, cantati sulle note di popolari canzoni dell'epoca. Alcune opere sono dedicate ai più piccoli. Come, ad es. A Massaria (La Fattoria) dal linguaggio semplice e immediato il cui intento didattico è quello di promuovere l'uguaglianza.

Informazioni editoriali

  • Titolo Ludendo Discimus (giocando impariamo)
  • Autore Ignazia Iemmolo Portelli
  • Data di uscita 2021
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 74
  • ISBN 9791220358804

Recensioni clienti

5 su 5 stelle sulla base di 2 Recensioni
Da Corrado Calvo il 08 ott 2021
Pubblicazione cartacea

Con il piglio del divertissement la Iemmolo Portelli si cimenta nella composizione teatrale, con l’intento dichiarato di metterla in scena. E lo fa sia in lingua che in vernacolo, svolgendo anche qui il filo che la tiene ancorata alla storia e ai miti fantasmagorici della nostra Isola. Opportunamente nel creare atmosfere si avvale del coro e della musica, ricorrendo alla tradizione popolare canora e all’uso ora di versi ora di prosa, con il risultato di dare ritmo e piacevolezza alla rappresentazione. Le composizioni che la nostra Autrice ci consegna sono: • “Ah! Sti carusi” - Un breve atto unico in vernacolo che riflette il pensiero della Iemmolo Portelli sulla consapevolezza e maturità dei giovani, nonostante le apparenze, i pregiudizi e i triti luoghi comuni sull’argomento. Neanche qui l’autrice si sottrae all’impegno sociale e pedagogico che sostanzia gran parte della sua opera. • Biancanana - Composizione in versi che rivisita in maniera originale la celebre fiaba di Biancaneve con tre giganti al posto dei sette nani. Inserti musicali movimentano lo svolgersi della rappresentazione: si tratta di canzoni di successo, vecchie e nuove, ben presenti nella memoria del pubblico, adattate per l’occasione. Ne viene fuori un musical vero e proprio, che non disdegna neanche le arie d’opera e in grado di assicurare piacevolezza e ritmo alla rappresentazione e aperto divertimento al pubblico. Il risultato è gustoso e intrigante. • I promessi sposi - Una libera riduzione melodrammatica come la definisce la sua stessa autrice. Si presenta come una parodia che fa il verso ai Musical. Di fatti i vari personaggi, da Renzo e Lucia ai bravi e don Rodrigo, intervengono tutti con versi appropriati sulle ali di ritornelli di note canzoni del passato e del presente, delle quali sposano il ritmo e la melodia. • Sicilia tra mito e storia - Si ricollega ai miti celebri della nostra Isola, chiamando in causa dei e semidei, Ninfe e Grazie, Bacco e Satiri, Casmeneo e Ciane, Morfeo e Proserpina. Il testo presenta anche in quest’opera una parte musicale. Vi troviamo inseriti piacevolmente i migliori canti della tradizione siciliana popolare, come “Vui durmiti ancora” e “A pampina ri l’alivu”. • Nascita della Sicilia tra mito e storia - Sofisticata ed elegante composizione che fa il verso all’opera precedente. Mette in scena l’intero pantheon di dei e ninfe: intervengono Eros e Psiche, Ares e Afrodite, le Muse e la ninfa Aretusa, Latona e Giove, Apollo e Diana. Alla fine interviene persino l’autrice che si rivolge alla ninfa Ciane per comunicarle il destino di Proserpina: “Ciane mi disse che l’aveva capito dal momento che le bionde messi si chinavano ancora al vento del Sud e la terra esplodeva ancora in un tripudio di colori e di profumi.” C’è soprattutto la nascita di Trinacria che con la sua fertilità e prosperità ammalia l’intero Olimpo e fa della Sicilia l’isola degli dei. • La fattoria – Dedicata ai più piccini, per far prendere conoscenza degli animali domestici e della loro utilità. Fa apprendere divertendo. Sono opere adatte sia alla scena che alla lettura. Hanno un intento spiccatamente culturale e didascalico frammisto inestricabilmente a quello pedagogico-sociale. Ignazia Iemmolo Portelli anche in questa produzione non rinnega la sua natura complessa e versatile di poetessa, scrittrice e studiosa che intende trasmettere un patrimonio di conoscenze e di sensibilità. Arricchisce ancor più, se ce ne fosse bisogno, l’universo poetico di una autrice poliedrica e di talento.

Da Maristella Portelli il 08 ott 2021
Pubblicazione cartacea

Anche il teatro, genere non di elezione, diventa per Ignazia Iemmolo Portelli veicolo di valorizzazione e diffusione della lingua siciliana (lingua, non dialetto, si badi bene!). Nel corso della sua lunga carriera di docente, sempre attenta alle esigenze e ai bisogni dei giovani che in lei hanno sempre trovato un punto di riferimento certo e un porto d’approdo sicuro, la Prof. di tutti i Rosolinesi, (e non solo!) ha trovato, nel teatro, uno strumento di aggregazione forte e sano dove far crescere i tanti giovani che in lei hanno trovato una guida illuminata nel tortuoso percorso che è la vita. Le opere teatrali raccolte in questo libro hanno rappresentato occasione di crescita sana e momento di aggregazione importante per molti. Ah sti carusi! è la perfetta sintesi del lavoro dell’autrice. Testo in vernacolo che racconta le difficoltà economiche di una famiglia che non si sottrae alla sua missione pedagogica. La lingua siciliana, la realtà contadina del dopo guerra, la saggezza degli anziani e la maturità del giovane protagonista sono perfettamente miscelati in questo scorcio di vita vera nel quale i buoni sentimenti, a dispetto dei luoghi comuni e dei pregiudizi, alla fine prevalgono sempre. Biancanana fu scritta per la scuola. Rielaborazione in chiave comica della celebre favola Disneiana con variazioni sfiziose. I nani diventano giganti e da sette si riducono a tre, Biancaneve diventa Biancanana. Il testo è cantato sulle note di musiche celebri (la strega, per esempio, canta sulle note di Cacao Meravigliao). La vanità della Regina è immutata, il finale, invece, è a sorpresa! In chiave comica anche il Cabaret. L’impegno politico dell’Autrice è alla base di quest’opera che racconta, appunto, alcuni aspetti della politica in maniera comica e pungente. Mentre ne Gli alimenti si vuole porre l’attenzione sull’importanza dell’alimentazione corretta e sul ruolo centrale che una corretta educazione alimentare ha nel processo di crescita. I promessi sposi nascono nella stanza di un freddo ospedale di Legnano. Anche questo è tipico dell’Autrice: trasformare i momenti “difficili” in opportunità. E così nasce la rielaborazione in chiave “pop” di un grande classico della letteratura italiana. Un’opera, per l’epoca, assolutamente innovativa (la versione del trio Lopes-Marchesini-Solenghi, sbarcò in TV solo qualche anno dopo!). Tutti i personaggi della celebre opera manzoniana si confrontano con dialoghi pertinenti, cantati sulle note di popolari canzoni dell’epoca. Alcune opere sono dedicate ai più piccoli. Come, ad es. A Massaria (La Fattoria) dal linguaggio semplice e immediato il cui intento didattico è quello di promuovere l’uguaglianza. E dal profondo amore per la terra d’origine i due tributi alla Sicilia attraverso L’Opera dei Pupi e Nascita della Sicilia tra mito e storia. In quest’ultima opera si indaga la nascita della terra del sole chiamando a raccolta Dei e ninfe. Il ballo si aggiunge al canto e persino l’autrice interviene per celebrare la Trinacria, terra di fertilità e prosperità, terra degli Dei. In questo libro, frutto di amore e devozione, c’è la grandezza di una Donna che ha sempre donato senza chiedere; c’è la saggezza di un’educatrice che ha raggiunto importanti traguardi e ha aiutato tanti a raggiungerne; c’è la perfezione di una Madre che ama incondizionatamente e che altrettanto incondizionatamente è amata.

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