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La scuola bocciata

di Lucia D'Aleo (Autore)

Durante i miei anni di insegnamento ho vissuto, con tristezza, ad ogni cambio di governo il peggiorare della situazione scolastica in quanto questi signori per i loro squallidi fini sono avversi alla cultura del paese e alla meritocrazia, quindi ad una seria valutazione dei docenti. Questo ha fatto maturare in me la voglia di raccontarmi in questo contesto di declino di una scuola sempre più politicizzata, con una buona parte di docenti che soffrono l'impossibilità di essere seri trasmettitori di cultura e con un conseguente analfabetismo di ritorno.

Informazioni editoriali

  • Titolo La scuola bocciata
  • Autore Lucia D'Aleo
  • Data di uscita 2021
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 118
  • ISBN 9791220336208

Recensioni clienti

5 su 5 stelle sulla base di 3 Recensioni
Da Prof. Mario Cavallari il 12 ott 2021
Pubblicazione cartacea

Il libro delle prof.ssa D’ALeo è una riflessione amara ma al contempo stimolante frutto di una lunga, intensa e dinamica azione didattica che ha percorso tutta la sua vita professionale. Ormai in pensione la prof.ssa ha avvertito il bisogno di riflettere sulla propria esperienza di docente : “..ho maturato la voglia di raccontarmi ” . Attraverso la sua esperienza quotidiana e diretta, documenta e testimonia il declino continuo della scuola che si stava manifestando ( e forse ancora si manifesta) . Si capisce dalle prime pagine che l’esito di questa narrazione biografico-professionale, che riflette e ritrae tutto il contesto scolastico nelle sue molteplici sfaccettature, sarà negativo: un sistema scuola da bocciare dice provocatoriamente , ma con tono perentorio, il titolo del libro. La prof. si racconta con un linguaggio schietto,diretto,talvolta caustico, verso situazioni scolastiche vissute con sofferenza e spirito combattivo, verso persone, colleghi o dirigenti e decisori politici fossero anche ministri,anzi a maggior ragione; un linguaggio sempre concreto e chiaro, ricco ed operativo nei contenuti, sempre finalizzato al miglioramento dell’azione didattico-educativa e al bene autentico degli studenti. Il racconto-analisi si sofferma in particolare su alcuni aspetti nevralgici,ma fortemente critici ,della vita scolastica : una insufficiente capacità di valorizzare la meritocrazia- la mancanza di una seria valutazione dei docenti(aggiornamento e accertate competenze) - la funzione educativa della scuola, sempre più scadente e demotivante, sia per i docenti(spesso screditati,umiliati economicamente e professionalmente e, nello stesso tempo, convocati paradossalmente a esercitare sempre più la funzione di supplenti di un discorso educativo che sembra non aver più sostegno né nelle famiglie né nelle istituzioni) che per gli alunni meritevoli –la mistificazione del “metodo” a scapito del primato dei “contenuti” - valutazione degli studenti spesso superficiale e ,talvolta, “buonista”: a tutti i docenti “buonisti” la prof.ricorda che la bocciatura non è una punizione,bensì un aiuto ai ragazzi perché possano capire che durante gli anni scolastici quello è il loro lavoro,che essendo intellettivo li aiuta a crescere e a sviluppare i loro pensieri Se il sistema Scuola presenta criticità così gravi –afferma la prof.ssa D’ALeo- è ovvio che i primi responsabili siano coloro che sono a capo del sistema: i tanti ministri della Pubblica istruzione che si sono succeduti e le continue riforme che continuano a peggiorare il clima scolastico. Nonostante ciò, molte le realizzazioni progettuali scaturite dalla tenace volontà della docente, nonostante la burocrazia scolastica,i meccanismi talvolta frustranti e la diffidenza di alcuni colleghi e perfino,in qualche caso del Preside . Dal libro emerge la figura di una prof. di grande coerenza e coraggio, tanto da tenere un rapporto sempre molto combattivo ed esigente con le istituzioni, i colleghi ,con dure prese di posizione nei C. di Classe, con lettere a Ministri, dove rivendica con forza il riconoscimento della meritocrazia (anche tra i docenti),la grande sconosciuta in questo paese. Eppure alla fine sul rammarico e la delusione della prof. che in pensione fa questo bilancio negativo, senza appello della scuola si sente prevalere una dolcezza e un amore unici: tra le pieghe della bocciatura dell’Istituzione,è riuscita a creare un rapporto severo,ma luminoso e fecondo con i suoi studenti ed una collaborazione autentica con alcuni compagni di viaggio. E la conclusione ,che non ti aspetti,dove scrittura e pittura si fondono ( la prof.ssa è anche affermata pittrice) sprigiona una scia luminosa che ti riporta all’inizio di questo appassionato racconto professionale, scritto nel ricordo e dedicato ad sua sua alunna,prematuramente e tragicamente scomparsa, bella,intelligente,personalità trainante della classe: aveva bellissimi,lunghi capelli neri..e la prof. la ritrae felice in un luminoso campo di fiori . Dirigente scolastico

Da Dirigente scolastico Prof. Mario Cavallari il 12 ott 2021
Pubblicazione cartacea

Il libro delle prof.ssa D’Aleo è una riflessione amara ma al contempo stimolante frutto di una lunga, intensa e dinamica azione didattica che ha percorso tutta la sua vita professionale. Ormai in pensione la prof.ssa ha avvertito il bisogno di riflettere sulla propria esperienza di docente : “..ho maturato la voglia di raccontarmi ” . Attraverso la sua esperienza quotidiana e diretta, documenta e testimonia il declino continuo della scuola che si stava manifestando ( e forse ancora si manifesta) . Si capisce dalle prime pagine che l’esito di questa narrazione biografico-professionale, che riflette e ritrae tutto il contesto scolastico nelle sue molteplici sfaccettature, sarà negativo: un sistema scuola da bocciare dice provocatoriamente , ma con tono perentorio, il titolo del libro. La prof. si racconta con un linguaggio schietto, diretto, talvolta caustico, verso situazioni scolastiche vissute con sofferenza e spirito combattivo, verso persone, colleghi o dirigenti e decisori politici fossero anche ministri, anzi a maggior ragione; un linguaggio sempre concreto e chiaro, ricco ed operativo nei contenuti, sempre finalizzato al miglioramento dell’azione didattico-educativa e al bene autentico degli studenti. Il racconto-analisi si sofferma in particolare su alcuni aspetti nevralgici, ma fortemente critici ,della vita scolastica : una insufficiente capacità di valorizzare la meritocrazia- la mancanza di una seria valutazione dei docenti(aggiornamento e accertate competenze) - la funzione educativa della scuola, sempre più scadente e demotivante, sia per i docenti(spesso screditati, umiliati economicamente e professionalmente e, nello stesso tempo, convocati paradossalmente a esercitare sempre più la funzione di supplenti di un discorso educativo che sembra non aver più sostegno né nelle famiglie né nelle istituzioni) che per gli alunni meritevoli –la mistificazione del “metodo” a scapito del primato dei “contenuti” - valutazione degli studenti spesso superficiale e ,talvolta, “buonista”: a tutti i docenti “buonisti” la prof. ricorda che la bocciatura non è una punizione, bensì un aiuto ai ragazzi perché possano capire che durante gli anni scolastici quello è il loro lavoro, che essendo intellettivo li aiuta a crescere e a sviluppare i loro pensieri Se il sistema Scuola presenta criticità così gravi –afferma la prof.ssa D’Aleo - è ovvio che i primi responsabili siano coloro che sono a capo del sistema: i tanti ministri della Pubblica istruzione che si sono succeduti e le continue riforme che continuano a peggiorare il clima scolastico. Nonostante ciò, molte le realizzazioni progettuali scaturite dalla tenace volontà della docente, nonostante la burocrazia scolastica, i meccanismi talvolta frustranti e la diffidenza di alcuni colleghi e perfino, in qualche caso del Preside . Dal libro emerge la figura di una prof. di grande coerenza e coraggio, tanto da tenere un rapporto sempre molto combattivo ed esigente con le istituzioni, i colleghi ,con dure prese di posizione nei C. di Classe, con lettere a Ministri, dove rivendica con forza il riconoscimento della meritocrazia (anche tra i docenti),la grande sconosciuta in questo paese. Eppure alla fine sul rammarico e la delusione della prof. che in pensione fa questo bilancio negativo, senza appello della scuola si sente prevalere una dolcezza e un amore unici: tra le pieghe della bocciatura dell’Istituzione, è riuscita a creare un rapporto severo, ma luminoso e fecondo con i suoi studenti ed una collaborazione autentica con alcuni compagni di viaggio. E la conclusione ,che non ti aspetti, dove scrittura e pittura si fondono ( la prof.ssa è anche affermata pittrice) sprigiona una scia luminosa che ti riporta all’inizio di questo appassionato racconto professionale, scritto nel ricordo e dedicato ad sua sua alunna, prematuramente e tragicamente scomparsa, bella, intelligente, personalità trainante della classe: aveva bellissimi, lunghi capelli neri.. e la prof. la ritrae felice in un luminoso campo di fiori.

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