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Isatis. Una storia di libertà

di Gabriele Presciutti (Autore)

Novembre 1286. Le ricche rendite dell'abbazia benedettina di S. Pietro in Massa da tempo sono oggetto delle bramosie del vescovo di Callis, Bernaldo. L'abate di S. Pietro, Offredo, sotto la cui giurisdizione ricade il territorio del Sopramonte, si ritrova a fronteggiare un pericolo mortale. All'improvviso le vite, dure ma serene, della gente che vive alle pendici del Monte Nerone, vengono sconvolte e l'abate è costretto a ricorrere ai suoi uomini più leali per affrontare la drammatica situazione. Quando sarà il momento di fare le scelte più difficili, una pergamena di quasi settant'anni prima riemergerà dagli archivi dell'abbazia e per Offredo si schiuderanno nuove prospettive e nuovi dubbi, mentre Leone, il comandante delle guardie del Sopramonte, e Sara, sua moglie, saranno costretti a vivere un'angosciosa esperienza familiare. Il racconto, duro, incalzante e dal finale imprevedibile, delle vicende di una piccola comunità appenninica del centro Italia, che si trova a lottare contro la prevaricazione della violenza per difendere la sua libertà.

Informazioni editoriali

  • Titolo Isatis. Una storia di libertà
  • Autore Gabriele Presciutti
  • Data di uscita 2018
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 412
  • ISBN 9788827803387

Informazioni sull'Autore

Gabriele Presciutti

Gabriele Presciutti
2 pubblicazioni
Visita la pagina Autore

Recensioni clienti

5 su 5 stelle sulla base di 2 Recensioni
Da Cesare Bartoccioni il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Impossibile trattare, in una recensione, tutti gli elementi che sono presenti in questo lavoro di Gabriele Presciutti, dai dialoghi che rendono magnificamente il carattere dei personaggi, alle descrizioni precise e storicamente ineccepibili di luoghi, abiti, cibi, armi, attività lavorative, insediamenti produttivi, rotte mercantili, itinerari di pellegrinaggio; insomma, il pieno medioevo (siamo nel tredicesimo secolo) sviscerato in tutte le sue sfaccettature. L’autore, nella presentazione del libro, ci ammonisce sul fatto che gli eventi storici presentati sono stati manipolati nelle date, nelle cause e negli effetti, e ci invita a prendere il romanzo come un semplice racconto ambientato in un contesto verosimile. Eppure, la puntigliosa cura documentale risulta lampante, nella ricostruzione dei conflitti tra lo scalpitante e turbolento comune di Cagli (Callis) e l’allora potente abbazia di San Pietro in Massa, nella descrizione dei luoghi dell'epoca, rappresentati con perfezione topografica, fino alla trattazione delle attività contadine, artigianali e commerciali del tempo. Nel romanzo, camminiamo a fianco dei vari protagonisti nelle loro peripezie, che si tratti delle semplici e dure attività dei contadini e dei braccianti, delle preoccupazioni dei vari esponenti religiosi, fino alle ambizioni e alle angosce dei signorotti locali e delle autorità temporali. L’opera si compone di diversi livelli, che si sovrappongono capitolo dopo capitolo con una fine abilità, e i vari espedienti narrativi sono introdotti e gestiti con ingegnosa maestria dall'autore. Il ritmo è sempre sostenuto, e il filo narrativo è un continuum irresistibile dalla prima all'ultima pagina. Il primo livello, naturalmente, è quello puramente avventuroso: una serie di vicissitudini che svolge la trama delle vicende dei personaggi, soggetti all'inarrestabile pressione degli eventi. Presto, però, la narrazione si tinge di giallo, facendo al contempo trepidare il lettore per le traversie personali e familiari di una delle figure di spicco. En passant, queste costituiscono una specie di “sub plot” Shakespeariano, collegato a doppio filo con lo sviluppo principale del romanzo, e il lettore partecipa appieno dei sentimenti di ansia, di gioia e di dolore dei protagonisti, la cui storia e i cui destini sono impreziositi da un linguaggio che giunge a una toccante ricchezza poetica. Dal giallo, negli oscuri antri dei castelli e nelle cripte delle abbazie si passa alle atmosfere gotiche che richiamano alla mente gli scritti sublimi di autrici come Ann Radcliffe e Mary Shelley. Il livello storico, e storiografico, fa da sfondo a tutta la narrazione, e la precisione delle rappresentazioni dei cibi, delle attività del tempo (di cui l’autore dimostra avere una conoscenza ancestrale ben sedimentata), degli edifici, ci cala completamente e senza sbavature nel periodo di ambientazione. Il romanzo, in questo senso, costituisce una ricca miniera di informazioni, che spinge il lettore appassionato ad approfondire e ricercare termini ed eventi, moltiplicando così in modo esponenziale il piacere della scoperta. L’autore, con grande senso ritmico, ci trasporta dalle valli del Monte Nerone del 1286 ancora più indietro nella Storia, fino all'Egitto della quinta crociata, e di nuovo alla Firenze mercantile fino alla leggenda veneziana che aleggia da tempo sulla vallata di Pianello. Il livello religioso, inoltre, gioca un ruolo di primo piano, come del resto l’epoca storica dispone, e viene trattato dall'autore con estrema precisione, non solo nell'illustrazione dei vari ruoli ricoperti dagli uomini di Chiesa nelle abbazie e nei conventi e del modo in cui questi personaggi si rapportano, per convinzione o per interesse, alla sfera spirituale, ma anche per quanto riguarda i culti dei Santi a cui le varie chiese e pievi sono dedicate e i relativi riti e pellegrinaggi che, nello svolgimento della narrazione, giocano un ruolo non di secondo piano. Un ulteriore livello, apprezzabile soprattutto da chi vive nelle zone dove il romanzo è ambientato, è quello topografico e geografico. I nomi dei luoghi, l’esposizione dei tragitti e dei percorsi, la descrizione delle aree dove si svolge l’azione, e perfino i riferimenti alla flora e alla fauna tipiche del posto, rendono viva, reale, tangibile la narrazione, che si gusta e si assapora paragrafo dopo paragrafo, capitolo dopo capitolo, fino alla sorprendente conclusione finale. Terminata la lettura, i protagonisti e i personaggi restano con noi, come se li avessimo conosciuti di persona in vita, a riprova della riuscita della loro caratterizzazione. Giunti all’ultimo rigo dell’ultima pagina, si ha solo un grande rimpianto: che il romanzo sia finito. Ma, forse, chissà, l’autore tornerà un giorno a farci sognare e “cavalcare lungo i sentieri del Sopramonte”.

Da Cesare Bartoccioni il 22 mar 2021
Pubblicazione cartacea

Per orientarsi meglio nei luoghi e nei tempi descritti in “Isatis”, infine, consiglio anche la lettura (io l’ho usato come testo di riferimento per seguire “sul campo” i movimenti narrati nel romanzo) del saggio “Pianello di Cagli, viaggio nella storia di una vallata”, scritto dallo stesso autore Gabriele Presciutti insieme a Maurizio Presciutti e Giuseppe Dromedari, un lavoro documentale e archeologico imprescindibile per comprendere appieno, attraverso un percorso che va dai primi insediamenti preistorici a tutto il medioevo, il substrato storico, geografico e culturale che fa da sfondo a “ISATIS, Una storia di libertà”.

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