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Distratta... vagava la luna

Recensioni

Distratta... vagava la luna

di Daniela Mannoli (Autore)
5 su 5 stelle sulla base di 1 Recensioni
Da Maria Grazia Sessa il 08 lug 2021
Ebook

Distratta vagava la luna…. di Daniela Mannoli ***** “Istantanee” questo è il sottotitolo del libro “Distratta vagava la luna…” di Daniela Mannoli, ed è significativo, perché chi ama la fotografia come lei non può non citare questo termine. Le parole di ogni lirica infatti sono, a volte, un richiamo ad immagini che si formano subito nella mente del lettore, altre volte è proprio la scrittrice che ce le propone, assemblando nel testo i suoi disegni, acquerelli, fotografie, e queste presenze iconiche impreziosiscono la lettura delle poesie. Le sezioni del volume sono sei, la prima è di apertura, introduce con il tema della “Lontananza”, si tratta di ricordi della sua storia d’amore, ma perfettamente in sintonia con le stagioni che costituiscono le quattro sezioni successive. E come sottofondo la luna, che sembra vagare fra pensieri e sentimenti dei protagonisti. Segue l’ultima sezione dal titolo “I clic del cuore”, in cui ritorna il tema della fotografia con un richiamo al suono breve e magico della fotocamera, inseparabile amica di Daniela. Ecco, il monosillabo “clic” fa subito pensare ad una fotografia, invece sono sempre poesie, le voglio definire “scatti in parole” che vengono dai suoi affetti, da ciò che lei ama e che si materializzano in scene nella mente di chi legge. La raccolta si conclude con un pensiero emozionante “non c’è fine per la poesia” e queste poche parole, nella loro essenzialità e stringatezza, racchiudono verità e ricchezza di significati. Le liriche sono poesie brevi e haiku, forma poetica giapponese a cui Daniela Mannoli si è dedicata in questi anni, la loro brevità è il segreto di questa raccolta, ogni poesia avvolge come uno scatto, le parole vengono collegate ad una scena, ad un’immagine, ad un set che per il fruitore può essere diverso da quello che ha ispirato Daniela, ma non importa, non bisogna indovinare cosa ha mosso la poetessa nel comporre, ma cosa le sue liriche muovono dentro di noi, quali sentimenti, quali esperienze? Molti sono i ricordi che hanno ispirato le liriche di Daniela, essi suscitano emozioni ed il lettore le vive in un suo scenario che può non corrispondere a quello dell’autrice. Lei suggerisce e chi legge ne trae i collegamenti con la propria vita. Rimembranze (ti mando baci/con la stilografica…), complicità fra amanti (…le mani intrecciate/nella tasca del tuo cappotto…), fantasia ed immaginazione (è un artiglio/quel rametto sottile/ ferma il tramonto), desiderio (sete di sole/i tulipani gialli/ come calici), nostalgia (…china sulle zolle/vorrei stendermi/ e abbracciare la terra/ che ti copre), dolore (ho sentito il mio cuore/strizzato/come uno straccio/intriso di lacrime), metafore (un giorno dopo l’altro/ tra le rughe/ io scrivo la mia vita). Mi fermo adesso, perché non finirei più, colpita da tanta profondità, però mi chiedo: chi nel corso della sua vita non ha provato ciò? Daniela questo lo sa fare bene: ripropone temi comuni attraverso la sua esperienza, ancorché unica perché personale, e riesce a farci rivivere le nostre esperienze, probabilmente diverse, ma nostre. Un po’ come Giovanni Verga nel suo realismo: chi non si specchia nei suoi personaggi? Chi non ritrova analoghe situazioni di vita quotidiana nelle sue storie? Distratta vagava la luna … ma non Daniela che è molto attenta e sensibile alla voce del cuore. ***** Maria Grazia Sessa (giornalista)

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