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Francesco Ecca

Francesco Ecca

L'Autore Francesco da Villacidro è nato il 19 febbraio 1943, in una famiglia di agricoltori. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza prevalentemente in campagna, con il gregge e con il cavallo, dietro l'aratro. All'età di tre anni subì una grave malattia, allora mal curata in Sardegna. Resterà privo della vista al-l'occhio destro e di sempre gracile di salute. Completò le scuole elementari grazie ad una straordinaria maes-tra, la signorina Gola Eneide. La maestra, conosciute le sue condizioni, prese a cuore il caso e fece il possibile per aiutarlo a superare le difficoltà. Avrebbe voluto continuare a studiare, ma le con-dizioni della famiglia non glielo permisero. Rinunciò, soffrendone molto, e dovette badare al gregge. A quattordici anni, la testardaggine lo portò a frequentare, nel tempo libero dalla cura del gregge, prima un corso di richiamo ideato dalla signorina Gola ed in seguito, a sedici anni, quando un tal professor Ronchi venne ad abitare vicino a casa sua e gli disse di essere disponibile ad impartirgli le lezioni per il diploma di Terza Media, si gettò a capofitto nello studio per fare tre anni in uno. Appassionato di musica leggera, a quindici anni scrisse testi musicabili per cantanti locali. I testi furono considerati buoni, e si sentì incoraggiato a coltivare la sua passione. Libri, quaderni e biro, non mancavano mai nel suo zaino: voleva darsi una cultura, e lo fece come autodidatta. A diciotto anni, amareggiato ma non rassegnato, per l'assenza di prospettive nella sua Leni, partì per il continente. Con sé aveva solo speranza nel lavoro e nello studio, se gli andava bene. Ma per lui il conti-nente non fu rose e fiori. Trovava più gente ostile che occasioni buone, ma colse le opportunità presentatesi. Rientrò in Sardegna con la donna che aveva conosciuto in continente, anche lei emigrata dall'Isola e la sposò il 1° Maggio del '65. Dopo vani tentativi è riuscito a stampare il libro con la prima raccolta delle sue poesie: Spiragli è intitolato, e contiene, tra le altre, la speranza di vedere un po' di pace in questo nostro mondo. Francesco vive in una casa di campagna, costruita dalla sua forza di volontà, e qui si dedica alla letteratura, oltre che a quei due palmi del podere. A cinquantasette anni è vittima di un ictus che lo costringe sulla sedia a rotelle, ma non ne fiacca la forza interiore: reagisce al male e mantiene la mente sempre attiva. L'amore per la letteratura, per la lettura e la scrittura, lo allontanano dall' autocommiserazione e lo stimolano nel realizzare i suoi desideri, il più interessante dei quali è quello di far conoscere le sue opere, in cui ha messo passione, umanità e amore per la vita. Francesco crede che il segreto della felicità, consista nell'accettarsi così come si è. Ed è facile, basta capire come si è. Dio ti ha voluto così, allora così devi essere. La vita è bella anche sulla sedia a rotelle, - dice Francesco, - specie se a tuo fianco hai la persona giusta. “Io ho la persona giusta, - dice Francesco, - mi è stata regalata da una lettera consegnata alla persona sbagliata, come sa il lettore che legge queste righe dopo tutte le altre pagine di questo scritto!”