Svādhyāya, Japa e Gāyatrī Sāvitrī Mantra (Dall’Uno della Tradizione ai Sistemi Aperti) di Fabio Milioni
 
Valuta questo libro:
Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Svādhyāya, Japa e Gāyatrī Sāvitrī Mantra (Dall’Uno della Tradizione ai Sistemi Aperti)
  • Autore: Fabio Milioni
  • Data di uscita: 2019
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788831619301
{DATI_FINE}
EBOOK
€3,99 Aggiungi al carrello
Disponibilità immediata.
{DESC} La Gāyatrī o Sāvitrī è un mantra sacro della tradizione vedica, che ha le sue radici nella Śruti. Basato su un versetto del Ṛgveda Saṃhitā (3.62.10), prende il nome dal metro vedico di 24 sillabe, gāyatrī, con il quale è composto. Come tutti i mantra vedici, Gāyatrīmantra non è considerato opera di un autore e, come tutti gli altri mantra, si ritiene sia stato rivelato a un Brahmaṛṣi, in questo caso Viśvāmitra. Il testo, in accordo alla Tradizione vedica, ha il Significato d'invocazione alla dea Sāvitrī; per questo è anche chiamato Sāvitrīmantra. La recitazione del Gāyatrīmantra è tradizionalmente preceduta da oṃ e dalla mahāvyāhṛti, composta da Bhūḥ, Bhuvaḥ e Svaḥ. Le tre espressioni sono prese come i nomi di tre mondi: Bhūḥ: il terrestre, Bhuvaḥ: il mondo che collega la dimensione terrestre a quella celeste, Svaḥ: la dimensione celestiale superiore. Con questo lavoro, destinato principalmente ai lettori di lingua italiana che hanno intrapreso o desiderano intraprendere il Mārga, la Via dell'Illuminazione, desideriamo porre l'attenzione sulle origini e sul Significato di questo sacro mantra, che ha profonde radici nella Rivelazione e Tradizione Vedica, quindi del Sanātana Dharmā, l'eterna legge dell'Armonia del cosmo. Negli Yogasūtra di Patañjali, in apertura del Sādhanāpāda (il capitolo dedicato alla Via dello Yoga per chi non è già in possesso delle qualificazioni necessarie per affrontare direttamente il percorso del Samādhipāda), troviamo Svādhyāya indicato come parte integrante della triade che costituisce la base fondante dello Yoga dell'azione, il Kriyā Yoga. Operando un primo livello di sintesi provvisoria, possiamo associare a Svādhyāya tre concetti: studio delle scritture sacre, studio di se stessi e Japa, la ripetizione del Mantra. Possiamo considerarli sia tre concetti separati, sia tre prospettive dello stesso Significato. Consolidata la consapevolezza che gli Yogasūtra di Patañjali non sono un testo a se stante, essendo parte integrante del 'corpus' della Tradizione Vedica, di cui fornisce la 'visione' da un punto di vista originale, possiamo prendere in considerazione il Significato dei termini Japa e Mantra, che costituiscono strumenti operativi di primaria importanza. Japa è un termine sanscrito che si riferisce alla ripetizione di un mantra. La recitazione può essere a voce alta, con solo il movimento delle labbra o mentale. Quando un mantra è ripetuto più volte con consapevolezza e concentrazione, si realizza la condizione spirituale essenziale per la manifestazione della Coscienza. Il mantra non deve essere letto o recitato al di fuori di una disciplina esoterica ed etica, in assenza delle quali è inefficace. Con l'acquisizione del Significato di un mantra, la mente diventa pura e sublime.
 
Questo libro ha ottenuto N. 0 recensioni dai nostri lettori

Scrivi una recensione
Si deve essere connessi al sito per poter inserire una recensione. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 

Utilizziamo i cookie per garantirti la migliore esperienza sul nostro sito. Per saperne di più