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Storie di viole di Chiara Saccavini
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Storie di viole
  • Autore: Chiara Saccavini
  • Data di uscita:2014
  • Pagine: 156
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891133946
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{DESC} Storie di viole di Chiara Saccavini pubblicato il 2014
 
Questo libro ha ottenuto N. 4 recensioni dai nostri lettori
Chiara Saccavini - aprile 02, 2017
Sabrina Masnata.
"....le rose magnifiche e i gigli bianchissimi non rubano il profumo alla viola o la semplicità incantevole alla pratoline. Se tutti i fiori piccini volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste di primavera" Santa Teresa di Lisieux.
Una citazione che trovo stupenda! Naturalmente Santa Teresa usa i fiori come metafora della santità, ma è vero che senza quelli più umili, quelli che spontaneamente nascono a volte nei posti piu' impensati, il nostro mondo sarebbe molto più povero.
Sto leggendo il bellissimo libro "Storie di viole" di Chiara Saccavini che non solo accompagna alla scoperta del meraviglioso mondo dell'umile viola, ma offre spunti di riflessione culturali e personali davvero interessanti.
......inutile dire che la viola-mania è già cominciata

CLARA BARTOLETTI - dicembre 16, 2016
Storie di viole è un inno alla viola.
La viola: un piccolo minuscolo fiore che nasce dalla terra risvegliata e protesa alla primavera, forte e delicato allo stesso tempo, sprigiona attorno a se l’inebriante e quasi ipnotico profumo che lo contraddistingue.
E’ come sempre interessante notare come i libri scelgano il lettore. Anche in questo caso ammetto che la rosa e la violetta sono i miei fiori preferiti. Ricordo un grande vaso pieno di violette che avevo tanti anni fa. Mi divertivo ad accarezzare i fiori in modo che il profumo potesse librarsi nell’aria. Al confronto dell’immensa siepe di rose selvatiche che cresceva davanti al vaso, le violette sembravano piccole e indifese ma allo stesso tempo quasi in competizione con le più grandi e vanitose, che rigogliose si gettavano da ogni parte in cerca di ammirazione.
La violetta timida e raffinata è amata dalle popolane e dalle regine, dall’arte e dal costume, da grandi condottieri e da botanici perseveranti, dai poeti di tutto il mondo.
Storie di viole di Chiara Saccavini è tutto questo: la viola e il suo mondo. Dal Plinio a D’Annunzio decantata nei versi, dall’Egitto alla Grecia fino in Congo, dai valori simbolici di morte e rinascita a quelli astrali, da Parma e i manicotti delle signore ai corteggiamenti dei cavalieri, alla bara di un vescovo la violetta è riconosciuta da tutti come simbolo di virtù, come emblema di bellezza, di ordine.
Viola è anche e soprattutto profumo. Un odore penetrante che stordisce e anestetizza l’odorato per qualche minuto e che poi sparisce, d’improvviso. Da qui la ricerca di nuove specie, di forme che possano essere coltivate facilmente per l’industria cosmetica. La viola diventa una viaggiatrice: imballata in particolari cesti di legno diventa la protagonista dei set francesi, austriaci, italiani. Tutti la vogliono, e qualcuno ne riproduce l’essenza chimicamente. La viola subisce attimi di smarrimento, di abbandono, per poi tornare alla ribalta come omaggio d’amore e di ricordo indelebile. Alti e bassi, luci e ombre, curiosità e dettagli precisi sono descritti abilmente da Chiara che in questo modo esalta il fiore in ogni suo aspetto, che sia mitologico e/o artistico.
Durante la lettura ci s’immerge nelle corti d’Europa, ripercorrendo la nascita e la coltivazione della viola descrivendone gli aspetti insoliti e simbolici che pochi conoscono. Il lavoro di Chiara è encomiabile, preciso e attento.
Alla fine della lettura ci sentiamo un po’ storici e un po’ botanici e, lo dico sinceramente, viene voglia di fermarsi in un negozio di fiori e chiedere un vasetto di viole per adornare la finestra.

Chiara Saccavini - novembre 26, 2016
Cara Chiara,
solo una persona estremamente colta ma che ha la grazia di camminare in punta di piedi poteva dipingere un quadro così raffinato su una pianta così comune ma di tanto valore.

Sei la viola fatta persona.

Complimenti.

Dina
Incantata.

Chiara Saccavini - novembre 26, 2016
L’autrice dedica al piccolo fiore non tanto, o meglio non solo, una indagine in ambito botanico quanto una ricerca sulla singolare stratificazione di storie, leggende, miti che hanno fatto della viola un simbolo per gli Egizi non meno che per Greci e Romani e via via sino a D’Annunzio e all’oggi.
Non tutti i fiori godono, nei millenni e nei diversi continenti, di tanta costanza di fortuna e di interesse. Può valere, forse, per le rose, forse per i gigli ma certo stupisce che valga per un fiorellino apparentemente così modesto e poco appariscente come le viole.
Nei dieci fittissimi capitoli accompagnati da una ampia bibliografia, l’autrice conduce, piacevolmente, il lettore lungo un percorso che riserva non poche sorprese, che stupisce, affascina, interroga.
La sapienza della botanica e della esperta vivaista si incrocia con altre “Sapienze”, per condurre lungo i sentieri dell’esoterismo, dell’astrologia, delle religioni ma anche della psicologia, dell’arte, musica e letteratura. A rappresentare tutte le “dimensioni” di una pianta “umile e preziosa” “in un mondo di carne e di spirito”. Perché delle viole, in tutti i tempi, “hanno scritto più poeti e letterati che non botanici”. Le conosciamo meglio – scrive l’autrice – attraverso la poesia che attraverso i trattati. Shelley e Shakespeare, Saffo e Omero, Dante, Goethe, Leopardi fino ad Ungaretti e Pasolini…la viola esce umile vincitrice dal confronto con la più appariscente rosa “in un frullo di significati ed immagini attraverso i secoli, resistendo a mode che cambiano, costumi che evolvono, lirismi che si rarefanno”.
Chiara Saccavini, intorno a questo fiore, svela millenari intrecci, legami, influenze. Attributi che le sono riconosciuti in una civiltà si ritrovano, carsicamente riaffiorati, in luoghi e epoche lontanissimi. E’ un fiore che da sempre intriga sapienti e mistici, poeti e santi, scrittori e musicisti. Incredibile se si pensa alla sua modestia.
A colpire, nel racconto della Saccavini, è anche la “indipendenza” che la viola sembra ribadire nei confronti dell’uomo. Egli si affanna a selezionare varietà per le mode passeggere, ma lei lo sopravanza nel rinnovarsi auto-creando forme sempre nuove. L’uomo è costretto a piegarsi all’impossibilità di farne mercato perché la coltivazione industriale non è gestibile. La violetta è “caparbia”, supera ogni difficoltà riesce ad ambientarsi ovunque. Un po’ come tenta di fare anche l’uomo.



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