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La scala di Giacobbe di Marisa Giaroli
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: La scala di Giacobbe
  • Autore: Marisa Giaroli
  • Data di uscita:2018
  • Pagine: 330
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788827803288
{DATI_FINE}
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{DESC} A soli diciotto anni Carla si macchia di un orrendo delitto e, per sfuggire a una responsabilità che non sente propria perché non ne comprende l'origine, sola e in attesa di una bambina si rifugia in un convento, dove finalmente può accogliere il messaggio che il Signore ha voluto inviarle. Un percorso non semplice, il suo, tormentato dal dubbio, dai ricordi, dalla paura che a volte torna a farle visita. Un percorso, tuttavia, costantemente illuminato dal faro della fede, che con il passare degli anni diventa sempre più chiaro e vivo, durante il quale impara a fare i conti con i propri demoni, a indagare nel proprio animo con la consapevolezza che solo abbandonandosi fiduciosa a Dio e superando con coraggio le prove che le pone di fronte potrà trasformarsi nella donna che ha sempre desiderato essere.
 
Questo libro ha ottenuto N. 3 recensioni dai nostri lettori
Marisa Giaroli - febbraio 23, 2018
di SILVIA BELDINANZI
È da poco uscito il nuovo romanzo di Marisa Giaroli, La scala di Giacobbe. Straordinariamente acuta e sensibile, l’autrice ci accompagna anche stavolta in un viaggio nell’animo femminile, indagandone con il garbo e la delicatezza che da sempre la contraddistinguono un aspetto spesso nascosto, quasi troppo intimo per parlarne, anche se mediato dall’invenzione narrativa: il rapporto con la fede. Una fede che a volte sentiamo lontana, che ci sembra di non avere – o almeno di non avere abbastanza – , una fede che ci mette di fronte alle nostre emozioni più segrete. Carla, la sua protagonista, eroina e antieroina al medesimo tempo, vive con animo inquieto la vocazione che la porta a donarsi a Dio; divisa tra un “prima” che non riesce a dimenticare e un “adesso” cui è difficile adattarsi, lotta contro se stessa per comprendere, prima ancora che accogliere, il messaggio che Dio le ha inviato.
La “scala di Giacobbe” del titolo, riferimento naturale alle Scritture, non è altro che un ponte tra cielo e terra, un modo per gli uomini di ritrovare la fede che credono di aver perso, confusi da una società troppo spesso vuota e impotente. Questo ponte altri non è che Carla stessa: lontana dall’essere un esempio di virtù religiosa, così come il romanzo che ne racconta la vicenda tutto può considerarsi fuorché un’opera “contemplativa”, questa donna trae proprio dal suo essere “nel” mondo la forza necessaria per guardarsi dentro, accettare la propria vocazione e trovare la giusta strada per mettersi veramente al servizio della Provvidenza.

Marisa Giaroli - febbraio 15, 2018

Recensione a cura di Guerrino Orlandini La Scala di Giacobbe è il nuovo romanzo di Marisa Giaroli Fornaciari, nota nell’ambiente reggiano non solo per la sua attività letteraria ma anche per la sua presenza attiva nell’ambito familiare e sociale.
Una scala con tanti pioli, non sempre regolari, anzi spesso sbilanciati, da far pensare ad una rottura improvvisa. Ma la scala regge: evidentemente il progetto non solo aveva previsto, ma aveva messo in conto i pioli sbilanciati. Su questa scala la fantasia narrativa della Giaroli Fornaciari ha collocato la vicenda di Carla Rolli. Vicenda sconvolgente, racchiusa tra due incontri: l’incontro di Carla con quello che sarà poi il padre della sua bambina, Sara, nel garage sotterraneo di un palazzo:; l’incontro di Carla – ora Suor Micaela- con la sua “bambina”, Sara nel giorno in cui questa si sposa ( e si sposa proprio nella chiesa del monastero diretto dalla madre) Nell’incontro iniziale il giovane Giampiero non sa che la ragazza che ha davanti, poco prima ha ucciso un uomo; nell’incontro finale, Sara, non sa (forse non lo saprà mai)che la monaca che ha davanti – e che la bacia con tanta intensità- è la madre. Una vicenda sconvolgente, non priva di situazioni scabrose,che la scrittrice mette in contatto con l’ambiente – si direbbe- meno adatto, un convento di suore e un monastero. La Giaroli Fornaciari ce lo presenta nel suo vero clima, ben lontano dagli stereotipi del cinema e dei giornali. È un clima sereno in cui vivono e si muovono persone vive, libere, gioiose. Fra queste spicca suor Matilde, donna meravigliosa, vera sintesi di spiritualità e umanità; e la Generale, una monaca che sa leggere nel cuore delle persone che incontra, e per la quale la persona umana vale più di ogni regola.
In questo clima Carla riesce a superare i suoi traumi, compreso il trauma della possessione diabolica ( e dell’esorcismo), tema che la scrittrice affronta con serietà e sobrietà, attenta evidentemente a non enfatizzarlo e a tenerlo nelle sue giuste dimensioni. Un romanzo bello e buono “La Sala di Giacobbe” Bello nello stile: appassionato, ma scorrevole, e coerente dall’inizio alla fine; buono come contenuto: non per i fatti narrati, ma per la lettura che ne viene fatta. Una lettura spirituale, in quanto obbliga ad andare al di là della scala, per scoprire il progetto, anzi l’architetto. Vale la penna qualche volta chiudere la televisione per leggere un libro come questo: vi si respira aria sana. E ne abbiamo bisogno, tanto bisogno

Marisa Giaroli - febbraio 15, 2018
Amore e passione sono sentimenti universali che però possono trovare tante diverse espressioni. La scrittrice reggiana Marisa Giaroli in ogni libro ne individua una diversa. Per la sua ultima fatica – La Scala di Giacobbe, ediz. Youcanprint . Il “segreto” narrativo di Marisa Giaroli sta nel tema base sempre intrigante dell’opera sul quale la scrittrice elabora puntualmente una serie di riflessioni che vanno molto oltre il “leitmotiv”. La narratrice reggiana affronta nel nuovo libro i sentimenti di una mamma, costretta,suo malgrado a scegliere il convento per evitare l’arresto per omicidio. La donna comincia così a salire i gradini di una scala, la Scala di Giacobbe, attraverso la quale le persone consacrate sono chiamate ad aiutare l’uomo a ritrovare Dio.
Dalla passione carnale, sempre affrontata da Giaroli con realismo ma anche con stile ed eleganza, alla sofferta vocazione il passaggio è graduale e ricco dei flashback che imprimono come di consueto alla sua narrazione il ritmo della sceneggiatura. La scrittrice dapprima strizza l’occhio al lettore cimentandosi nel poliziesco, poi lo impegna via via in tematiche sempre più profonde. La più bella pagina del romanzo è rappresentata dal colloquio tra la monaca e un presuntuoso cardinale, colloqui doppiamente vincente per la protagonista perché il prelato finirà per chiederle perdono
E perché da qui inizia il cammino che la porta ed essere nominata madre generale del suo ordine.
Bruno Cancellieri


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