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Cyborg 1.0 di Roberto Serafini
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Cyborg 1.0
  • Autore: Roberto Serafini
  • Data di uscita:2014
  • Pagine: 208
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891132833
{DATI_FINE}
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{DESC} Cambridge, 20 giugno 2020. Nel giorno della sua laurea, John Miller deve affrontare due eventi drammatici che lo cambieranno per sempre.Philadelphia, 21 ottobre 2030. La Cyborg Corporation si prepara a lanciare sul mercato una nuova generazione di androidi, progettati dall'ingegnere John Miller. Il prototipo Venus sembra pronto per fare il suo ingresso tra il mondo degli umani. Mancano solo alcuni test finali, che vuole condurre John personalmente. Per questo trascorrerà alcuni giorni da solo con la sua "creatura".
 

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Questo libro ha ottenuto N. 10 recensioni dai nostri lettori
Anna Maria Pusceddu - maggio 19, 2017
In una società contraddittoria come la nostra, sempre a due velocità, ma che comunque si avvia verso una tecnologia sempre più avanzata, ci si interroga sempre più spesso su che cosa significhi, e da che cosa nasca il concetto di "Vita", così come lo intendiamo noi umani. A quali criteri deve rispondere un "essere", perché sia considerato vivo? Sono le emozioni che ci rendono tali? O è piuttosto la capacità innata di risolvere con ingegno, situazioni che ci aiutano a progredire? La vita è solo quella biologica, o possiamo estendere questo concetto anche alle macchine? E se un cyborg fosse solo l'inizio di una naturale, quanto inevitabile evoluzione dell'uomo, per scongiurare l'estinzione? Personamente sono certa che un giorno ci arriveremo, ma il punto critico sarà "l'età di mezzo", quella in cui dovremmo abbattere paure, leggi, regole e pregiudizi, per evolverci. Quando ci saremmo arrivati, raggiungendo l'immortalità degli dei, potremmo ancora definirci umani, o valuteremmo in percentuali, ciò che resta di noi, pur raggiungendo vette, altrimenti irraggiungibili? Queste e molte altre, sono le domande che vi porrete, leggendo questo scorrevole romanzo di Roberto Serafini, dal linguaggio semplice e insieme tecnologico, che vi porterà a riflettere sulle implicazioni scientifiche a cui stiamo andando incontro.
Buona lettura!!!

Tessaro Franco - maggio 03, 2017
John Miller è un giovane ambizioso e dopo la laurea viene assunto da una ditta costruttrice di robotica. Anni di studi e progettazioni per riuscire a realizzare il suo sogno: costruire la macchina perfetta, un nuovo androide da mettere sul mercato.
Purtroppo la perfezione non esiste neppure nel corpo umano, così commette il suo più grande errore: deve togliere la vita. Quello che commette però non è un delitto, è una forma riparatrice, un abuso di potere, la presunzione di sostituirsi a Dio.
Mentre leggevo ho rivisto il mio passato, anch’io impegnato in impianti robotizzati, dove la perfezione era sempre la principale ricerca; semplificare le fatiche umane.
Ma è proprio di questo che ci parla Roberto Serafini, ci mette in guardia, ci avvisa di non scherzare con la cibernetica. Robotizzare, creare qualcosa che sostituisce l’uomo, significherebbe creare enormi disoccupazioni, un’ulteriore povertà a quella che già affligge il mondo. Ma questo non riguarda le multinazionali, il loro scopo è solo quello di aumentare i capitali, aumentare il potere, per aver sempre più controllo sull’essere umano fino a renderlo schiavo. John Miller ha creato questa macchina con lo scopo di aiutare e per qualcosa effettivamente c’è riuscito, ma si è dimenticato, che anche lui è fatto di carne ed ossa, ha una coscienza ed il libero arbitrio del pensiero.
Una lettura interessante e in qualche momento avvincente.
Il libro racconta i fatti vissuti ai piani alti di chi lo comanda, coloro che calpestano il suo pensiero ignorando una cruda realtà, senza sapere che il pensiero di John è condizionato da qualcosa a cui non erano preparati: …può un essere umano innamorarsi di un automa?
Amore, sofferenza, momenti di gioia, non impediscono allo scrittore di continuare a scrivere, di porre fine ad una storia che, sembra fantastica, ma che di fantastico ha solo il nome : CYBORG 1.0.
Il nome di una macchina? No! Il nome dell’inizio alla distruzione.
Ovviamente molte pagine sono dedicate a piacevoli argomenti, scritte con maestria, scorrevole la lettura, senza bisogno di un dizionario Garzanti per cercare quelle parolone che molti usano per dimostrare la loro eloquenza. Roberto Serafini scrive in modo che tutti capiscano, che tutti siano attirati a girare la pagina, perché è difficile staccarsi, la curiosità di sapere dove ti porta la lettura, fa perdere la cognizione del tempo.
La domanda è: …ci sarà un seguito a questa storia? Roberto Serafini scriverà CYBORG 2.0?
Spero di sì! Perché non può lasciarci così, non può smettere di scrivere una storia che può, e potrà continuare a farci pensare. Cosa scrivere ancora, potrei continuare e parlare di Venus, fare una sinossi, ma toglierei il gusto della lettura che consiglio a tutti, soprattutto perché il racconto è fantastico e lo scrittore… lo si legge piacevolmente.

roberta bianchessi - aprile 28, 2017
Roberto ci porta con questo romanzo a domandarci quanto sia sottile il confine tra uomo e macchina.
Ho fatto un balzo indietro nel tempo sfiorando questa storia, al tempo di GO NAGAI e la serie dei robottoni, scivolando verso le storie sci-fi più recenti e la realtà che ormai supera l'immaginazione.
Una storia che fa riflettere, non solo perchè la protagonista è un essere creato dall'uomo a sua immagine e somiglianza, ma per le sottotrame che hanno portato alla sua creazione.
Quanto ci si può spingere per realizzare il sogno della propria vita? Fin dove l'uomo è capace di spingersi, ignorando la sua anima, pur di raggiungere il suo obiettivo?
John Miller, decide di tentare il tutto per tutto. Prima di immettere sul mercato l'androide che ha creato decide di eseguire personalmente i test e preleva il prototipo Venus. Ma Venus sembra sentirsi "stretta" nei panni che le sono stati cuciti addosso, cercando di apprendere l'essenza della personalità umana. A complicare la situazione l'arrivo di una donna dal passato di John che sembra celare diversi segreti, riportando a galla il passato dell'ingegnere e mettendolo di fronte alle sue responsabilità e alla sua anima.
Uno stile scorrevole, una storia ben orchestrata, con intrecci psicologico che indagano nell'animo umano.
Chissà, magari a breve il proseguo :)

Concesion Gioviale - marzo 03, 2017
Davvero la tecnologia può arrivare interamente a sostituire l’essere umano? Sarebbe davvero un vantaggio? Quali sono i limiti che delineano il potere delle macchine e quello dell’uomo? Il rifiuto del dolore e l’egoismo dell’essere umano può davvero superare questi limiti, anche se il prezzo da pagare è molto alto?
Sono queste le domande che mi sono posta dopo aver letto il libro di Serafini. Una storia ricca di spunti di riflessione che rappresentano una realtà fin troppo vicina, anche se ambientata nel 2030. Venus è il nome del cyborg a cui lo scrittore, attraverso le mani dello scienziato John, dà vita. Una macchina perfetta, in grado di fare qualsiasi cosa, come suonare per la prima volta il pianoforte, facendo invidia anche al Mozart della situazione o individuare subito il problema di una persona che si sente male. Molto utile direi, ma estremamente pericolosa. Vi starete chiedendo il perché, ma non vi dico niente. Solo che io ho realizzato che le macchine se usate bene possono essere di grande aiuto e che non ne dobbiamo aver paura, mi spaventa di più la psiche umana. Il libro è scorrevole, me lo sono divorato in meno di due giorni. Ha scaturito in me sentimenti di angoscia, preoccupazione, curiosità, amore, paura, compassione, ma soprattutto nasconde una morale su cui tutti noi dovremmo soffermarci. E’ un libro di fantascienza atipico in sé non contiene le solite battaglie dei cult più conosciuti, la guerra è interiore e introspettiva. Un applauso allo scrittore che senza troppi giri di parole e senza perdersi in inutili descrizioni che rallentassero la lettura, ha saputo tenere vivo in me l’interesse, dando alla storia un po’ di giallo, un po’ di thriller e un po’ di psicologico, ma soprattutto voglia di conoscere la fine. Mi auguro che ci sia un seguito, anche se il finale sembra chiudersi in un certo modo, ma durante lo svolgimento della storia, ci sono vari spunti dai quali si potrebbe ricavare una bella trilogia.

Franco tessaro - dicembre 19, 2016
John Miller è un giovane ambizioso e dopo la laurea viene assunto da una ditta costruttrice di robotica. Anni di studi e progettazioni per riuscire a realizzare il suo sogno: costruire la macchina perfetta, un nuovo androide da mettere sul mercato.
Purtroppo la perfezione non esiste neppure nel corpo umano, così commette il suo più grande errore: deve togliere la vita. Quello che commette però non è un delitto, è una forma riparatrice, un abuso di potere, la presunzione di sostituirsi a Dio.
Mentre leggevo ho rivisto il mio passato, anch’io impegnato in impianti robotizzati, dove la perfezione era sempre la principale ricerca; semplificare le fatiche umane.
Ma è proprio di questo che ci parla Roberto Serafini, ci mette in guardia, ci avvisa di non scherzare con la cibernetica. Robotizzare, creare qualcosa che sostituisce l’uomo, significherebbe creare enormi disoccupazioni, un’ulteriore povertà a quella che già affligge il mondo. Ma questo non riguarda le multinazionali, il loro scopo è solo quello di aumentare i capitali, aumentare il potere, per aver sempre più controllo sull’essere umano fino a renderlo schiavo. John Miller ha creato questa macchina con lo scopo di aiutare e per qualcosa effettivamente c’è riuscito, ma si è dimenticato, che anche lui è fatto di carne ed ossa, ha una coscienza ed il libero arbitrio del pensiero.
Una lettura interessante e in qualche momento avvincente.
Il libro racconta i fatti vissuti ai piani alti di chi lo comanda, coloro che calpestano il suo pensiero ignorando una cruda realtà, senza sapere che il pensiero di John è condizionato da qualcosa a cui non erano preparati: …può un essere umano innamorarsi di un automa?
Amore, sofferenza, momenti di gioia, non impediscono allo scrittore di continuare a scrivere, di porre fine ad una storia che, sembra fantastica, ma che di fantastico ha solo il nome : CYBORG 1.0.
Il nome di una macchina? No! Il nome dell’inizio alla distruzione.
Ovviamente molte pagine sono dedicate a piacevoli argomenti, scritte con maestria, scorrevole la lettura, senza bisogno di un dizionario Garzanti per cercare quelle parolone che molti usano per dimostrare la loro eloquenza. Roberto Serafini scrive in modo che tutti capiscano, che tutti siano attirati a girare la pagina, perché è difficile staccarsi, la curiosità di sapere dove ti porta la lettura, fa perdere la cognizione del tempo.
La domanda è: …ci sarà un seguito a questa storia? Roberto Serafini scriverà CYBORG 2.0?
Spero di sì! Perché non può lasciarci così, non può smettere di scrivere una storia che può, e potrà continuare a farci pensare. Cosa scrivere ancora, potrei continuare e parlare di Venus, fare una sinossi, ma toglierei il gusto della lettura che consiglio a tutti, soprattutto perché il racconto è fantastico e lo scrittore… lo si legge piacevolmente.

Matteo Angioni - dicembre 19, 2016
John Miller è un formidabile giovane ingegnere che negli anni ha lavorato alla costruzione di un cyborg estremamente evoluto, nuova possibile frontiera del futuro prossimo dell'umanità.
Ma, dietro l'apparenza di uomo di successo, si nascondono una serie di drammi interiori che lo accompagnano dal giorno della sua laurea, dieci anni prima, momento nel quale la vita gli aveva tracciato davanti a sé due strade parallele, con la terribile certezza che percorrerle entrambe sarebbe stato impossibile, ma che, prima o poi, quelle due strade avrebbero cambiato direzione, finendo per incontrarsi di nuovo, per diventare un unico viale della coscienza.
La storia è incalzante, equilibrata tra azione e sentimento, angosciante nel continuo pensiero sottostante della fugacità della vita, riflettendo su come l'esistenza umana non è altro che uno scambio dare-avere e di come tutto quello che facciamo o diciamo torna indietro. A questo proposito voglio inserire alcune righe del romanzo, che secondo me racchiudono uno dei significati più profondi del romanzo stesso: '... La vita come un eco ti restituisce quello che fai o dici, perché non è altro che il riflesso delle nostre azioni. Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo. Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la vita ti restituisce ciò che tu hai dato a essa. La vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.'
La storia è coinvolgente, spesso in modo 'malinconico'; è una storia mai noiosa, mai scontata. I dialoghi sono scritti benissimo, con attente e riuscite descrizioni delle movenze dei personaggi.
Ho apprezzato particolarmente lo stile di scrittura di Roberto, preciso, giusto, dettagliato quanto basta, dinamico.
Roberto scrive terribilmente bene e spero che ripeterà romanzi di questo tipo, perché l'ho adorato e ho voglia di leggerne altri.

vincenzo saglimbene - novembre 27, 2016 Recensione verificata
ho finito di leggere Ciborg 1.0, è stata una lettura molto avvincente che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. Molto ben costruito e scritto. Complimenti vivissimi. Ottimo lavoro
Rosalba Vangelista - marzo 19, 2016
Ciao a tutti! Volevo lasciarvi un mio commento al romanzo Cyborg 1.0 di Roberto Serafini.
Può una macchina metterci di fronte a noi stessi?
Questa non e' solo una storia che parla di fantascienza, ma una storia che ci porta a riflettere sui sentimenti umani. Scritto magistralmente, questo romanzo corre veloce sotto lo sguardo curioso del lettore che ne apprezza la forma, la trama ed il messaggio profondo che si trova tra le sue righe. Ho apprezzato lo stile di Roberto che non ha nulla da invidiare ai grandi scrittori pubblicati con grosse case editrici. Il suo romanzo e' portatore di introspezioni e ricordi con cui il protagonista dovrà fare i conti. Una di quelle storie che ti lasciano dentro qualcosa, un insegnamento, un messaggio di vita da conservare gelosamente dentro di noi... Complimenti a Roberto, non vedo l'ora di poter leggere gli altri suoi romanzi, sicura di trovare sempre splendide letture.

Elèonore Gottardi - luglio 30, 2015
Chiesi a Roberto di leggere il suo romanzo in quanto non fa parte del genere che ho sempre seguito ed alla quale mi sono dedicata. Per cui ho pensato che fosse stimolante ed interessante immergermi in un'opera che ha una sfumatura fantascientifica con dei risvolti che non ti aspetti. Prima ancora di leggerlo, magari ci si aspetta il solito racconto di robot, guerre e via discorrendo, invece no!
La storia incuriosisce fin dalle prime pagine e coinvolge parecchio, facendo capire che non è la solita storia di robot in stile film americano, ma molto di più!
Ben scritto e curato nei dettagli di personaggi e ambientazioni, il romanzo si fa leggere scorrevolmente e appassiona, immergendo il lettore in una storia d'avventura che profuma di realtà e di un amore non convenzionale, surreale, sopra le righe, sublime!
Accattivante e non scontato, Roberto Serafini ha giocato l'asso nella manica dell'originalità, che a mio avviso lo porterà lontano.
Mi auguro di poter leggere un' altra opera simile a questa o magari una sorta di sequel.

Roberto Serafini - maggio 10, 2014
SINOSSI: Cambridge, 20 giugno 2020.
Nel giorno della sua laurea, John Miller deve affrontare due eventi drammatici che lo cambieranno per sempre.

Philadelphia, 21 ottobre 2030.
La Cyborg Corporation si prepara a lanciare sul mercato una nuova generazione di androidi, progettati dall’ingegnere John Miller.
Il prototipo Venus sembra pronto per fare il suo ingresso tra il mondo degli umani. Mancano solo alcuni test finali, che vuole condurre John personalmente.
Per questo trascorrerà alcuni giorni da solo con la sua creatura.


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