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La via maestra di Maria Teresa Lezzi Fiorentino
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: La via maestra
  • Autore: Maria Teresa Lezzi Fiorentino
  • Data di uscita:2019
  • Pagine: 98
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788827863268
{DATI_FINE}
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{DESC} “LA VIA MAESTRA” è una riflessione e un commiato dal mondo della scuola, dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole nel Salento, che ha visto l’Autrice, nel tempo, insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie. Il lettore attento riconosce subito che si tratta di una storia d’amore per la professione, narrata attraverso lettere e pagine di diario indirizzate agli allievi. Nell’epistolario il messaggio costante è un continuo incoraggiamento per rinforzare l’autostima individuale e collettiva. Sarà la serenità vissuta nella relazione educativa ad assicurarla, aprendo le porte al sapere e attivando apprendimenti significativi. “Le parole a volte sono un dono. Chi le riceve ne fa tesoro, le custodisce e comunica con sempre maggiore sicurezza e intensità di sentimenti.” “Scrivendo tutti noi abbiamo imparato a prenderci cura di noi stessi e della nostra vita.”
 
Questo libro ha ottenuto N. 4 recensioni dai nostri lettori
Maria Antonietta De vitis - febbraio 08, 2019
Se pensiamo all'etimologia del termine insegnare, scopriamo che significa "lasciare il segno". E l'insegnamento lascia sempre un segno a volte positivo, altre volte, ahimè, negativo. Cosa fa la differenza?
Certamente il modo di approcciarsi nel dialogo docente-discente. La cultura, la preparazione, la competenza di un insegnante sono certamente fondamentali, ma non bastano; ciò che conta é il modo in cui tutto il sapere viene trasmesso. La via maestra é la testimonianza di una vita spesa nella scuola e per la scuola.
Trapela subito l'empatia con cui la scrittrice entra in contatto con gli allievi, il costante pensiero affinchè ogni alunno possa sentirsi a suo agio, lo scherzare anche sugli "orrori" di grammatica là dove ciò che conta è la comunicazione, ciò che ogni studente vuole fare conoscere di sé.
La scelta delle pagine di diario per comunicare rappresenta una strategia molto valida per mettere allo scoperto riflessioni, sentimenti, risentimenti che spesso, soprattutto i ragazzi più timidi, non riuscirebbero a far venire fuori con la comunicazione orale. Al diario, come ad un caro amico, si può affidare con semplicità tutto ciò che c'è di positivo e di negativo dentro al proprio animo.
La scrittrice, però, non si limita ad invogliare i ragazzi a scrivere delle pagine di diario, ma é lei stessa a scrivere ai ragazzi..... E ben sappiamo quanto sia importante nell'educare dare l'esempio, più che ripetere consigli e precetti che a nulla servono se non supportati da un procedere coerente con ciò che si dice.
La via maestra racchiude indubbiamente un percorso iniziato sui banchi di scuola, là dove la scrittrice ha fatto tesoro di un bagaglio di esperienze negative e positive avute con i suoi docenti. Forte poi di tanta esperienza ha riversato tra i banchi dei suoi allievi ciò che di meglio poteva donare con un' indubbia professionalità e preparazione culturale; ma, soprattutto, con una grande capacità di ascoltare, incoraggiare e motivare affinché ogni ragazzo giunga a credere nelle proprie capacità e potenzialità.


Luisa Quarta - gennaio 29, 2019
Appartengo all’epoca delle citazioni estrapolate dal loro contesto originario…
Leggere “La via maestra” mi ha riportato, infatti, ad una frase di un libro, una lettura estiva assegnataci da quella stessa “prof” di cui oggi leggo.
Si tratta de “La coscienza di Zeno” e la frase è : “Scriva, scriva! Vedrà come arriverà a vedersi intero”.
Condivido con Svevo e con l'autrice la consapevolezza di quale strumento potente sia la scrittura, uno strumento che, destreggiato in tenera età, può essere un salvagente efficace durante le maree emotive che ci accompagnano anche durante la vita adulta. Questo strumento durante l’adolescenza è, a mio avviso, vitale. Lo rende ben evidente questo libro e i suoi numerosi spunti di riflessione e approfondimento sull' "arte di vivere” nati dall'incontro (non un semplice “scontro”, ma un vero e proprio incontro aperto ed empatico) con i ragazzi nell'etá delle grandi domande.

"Quando pianti un albero, pianti una cosa che cresce e che non sarà mai più com'era. Ma soprattutto pianti una cosa che cresce dal fondo. Tutto comincia dalle radici. La vera crescita è verso il basso, ma nessuno lo pensa mai. Pensiamo che si cresca verso l'alto. Che idiozia! Le madri, ad esempio, tu guarda come sono fiere che i loro pargoli crescano in altezza e invece bisognerebbe scavare sotto i piedi dei figli e vedere lì, nella terra, quanto sono cresciuti. Se no poi da grandi, cadono. Cadono a faccia in giù, come pali mal piantati nel terreno, senza radici."
Da “Una barca nel bosco” di P. Mastrocola

Recentemente, poco prima di leggere “la Via Maestra” ho avuto modo di riflettere sullo scrivere lettere. Il mio pensiero prende le mosse da una frase letta da qualche parte sui social “Abbiamo perso tanto smettendo di scrivere le lettere. Non puoi rileggere una telefonata”.
Tuttavia, il problema di preservare, non è l’unica ragione per cui la ritengo una gran perdita.
Un’altra ragione é la manualitá. Potrei scomodare la letteratura scientifica sui benefici dell’esercizio della grafia, ma penso che in molti riconosciamo la piacevole sensazione della penna che scorre sul foglio.
Il foglio bianco. Non c’è mondo più pieno di possibilità di un foglio bianco, tanto che lo portiamo nella nostra vita e lo usiamo come metafora per permetterci di creare la nostra storia. E non c’è luogo migliore in cui guardarsi allo specchio senza pensare alla dieta.
Come davanti ad un foglio bianco l'adolescente è immerso in un mondo di “futuri possibili” (vedi capitolo “La macchina del tempo”) accompagnato dalla precarietá del cambiamento e dalla fragilitá dell'esperienza. Scrivere è quindi tracciare il proprio stile e la propria direzione in un mare di “mondi possibili”. Scrivere è esplorare, scegliere e definire.
Ma il meglio della lettera lo porta in grembo il destinatario. Scriviamo, e scriviamo a Qualcuno, e per una Ragione o più di una. E che dire, se non “Meraviglia!” nel leggere tra queste pagine i ragazzi che scrivono alla loro mentore e viceversa, continuando e innalzando il livello di un dialogo che porta a crescere.
Anche per questo fermamente credo che ogni lettera sia una lettera d’amore.
E’ una lettera d’amore perché scriviamo a chi amiamo, perchè crediamo che possa accoglierci o perchè vogliamo che ci accolga. Vogliamo che ci conosca e ci veda, ci comprenda, correndo il rischio di vederci più chiaramente anche noi, anche dove non ci piacciamo così tanto e di comprenderci, e forse, imparare ad amarci un po’ di più.
Per questo scrivere una lettera è anche un atto totale e smisurato di fiducia e di coraggio come i protagonisti di questo libro meravigliosamente esprimono. Non si può ritrattare. Sei nero su bianco, chiuso/a in una busta e trepidante nell’attesa di arrivare nelle mani dell’altro. Riconoscete in questo la base, il fondamento, il punto di partenza di molte delle nostre più sane relazioni?

Io leggendo “La Via Maestra” non posso che sentirmi grata, quella stessa gratitudine della mia esperienza scolastica. Grata perchè la vita e la “relazione” attraverso la corrispondenza insegnante- alunno entra ed è parte del mondo della scuola.
La scuola diventa cosí un mondo dove si può essere ascoltati, letti, visti, accolti e guidati. La scuola diventa un posto che cura anche le nostre radici, non solo le nostre chiome, le nostre prestazioni.

Se pensate che sia difficile, che “Vabbè, ma tu hai idea di quante cose deve fare un’insegnante? Lo sai cha ha anche una vita?”, leggete questo libro e credete insieme a me che “si può fare” con una semplicità che disarma tutti i nostri “ma”.

Questo libro mi ha ricordato che, pur non essendo l'unica protagonista, nella scuola c'è ancora posto per imparare a vivere, ad essere e ad amare. Nella scuola c'è ancora posto per la relazione, il dialogo e l'incontro, questa triade divina attraverso cui si plasma e su cui si fonda la nostra identitá.

MARIA RITA CENTONZE - gennaio 29, 2019
Quando mi sono ritrovato tra le mani il libro ”La via maestra” ho pensato subito che la parola “Maestra” apparteneva a Teresa; è lei Maestra con la sua attività professionale, fatta di passione, competenze, umanità, altruismo. A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarla ha dato qualcosa, ha trasmesso valori ed entusiasmo per la vita ed il sapere, è stata, insomma, maestra di qualcosa.
Aprendolo, ho avuto un flash di memoria; mi sono ritrovata di nuovo nella scuola dove anch’io ho vissuto quasi tutta la mia vita: odori di gesso, carta, umanità che lavora, pensa, impara a vivere; rumori familiari di alunni che urlano la loro età, incuranti di tutto, insegnanti che si affannano per essere ascoltati, la campanella come liberazione… è tutto impastato in me e custodito nella mia memoria, pronto a saltare fuori all’improvviso. Il libro di Teresa è stato l’occasione. Un libro di “riflessioni scolastiche e di commento del mondo della scuola”, così è presentato, ma leggendolo si osserva subito che è un ottimo testo di didattica, per un docente un orizzonte di nuove possibilità di approccio all’insegnamento.
L’autrice con semplicità, presentando un epistolario particolare dedicato ai propri alunni, apre la strada a originali spunti didattici, in cui il percorso scolastico è visto come formazione completa della personalità dell’adolescente, attraverso l’osservazione attenta delle situazioni problematiche che vive, del suo carattere, delle sue potenzialità; tutto ciò reso possibile dal clima di fiducia, empatia, disponibilità, che l’insegnante riesce a creare.
Grande attenzione è riposta nel sottolineare la centralità ed il grande potere della parola, di formare, trasformare e “ fermare il tempo”. Il potere della parola per ” una comunicazione autentica in cui le parole sono veicolate dai fatti… i valori dai comportamenti… il sapere è una piacevole conquista”.
Avrei voluto confrontarmi con Teresa prima, quando insegnavo e cercavo nuove strategie utili ad avvicinare allo studio i miei giovani allievi sempre diversi e sempre più complessi da capire e gestire.
Il libro è veramente un valido aiuto per un insegnante che, oltre a trasmettere cultura, vuole arrivare al cuore dei ragazzi, capire i loro problemi, le loro difficoltà. Si avverte che chi scrive è uno studioso dell’animo umano, che riesce a cogliere l’essenza di una persona oltre le apparenze.
Un prezioso pensiero della scrittrice penso sia una felice sintesi della sua raffinata sensibilità: “Ciò che viene colto dalla mente e custodito gelosamente nel cuore resterà per sempre vivo e diventerà patrimonio personale”.








maria delle rose - gennaio 24, 2019
La Via Maestra è la “diritta via” che Teresa percorre durante il corso della sua Vita professionale ma che s’intreccia indissolubilmente con quella sentimentale.
Una via che mira ad una destinazione precisa ma irta di ostacoli e continue difficoltà, persone che incespicano e cadono.
È una via ricca di stradine, incroci e scorciatoie ma, soprattutto, ponti.
“Ponti” affettivi perché nessuno precipiti.
Ed ecco la mano prodiga della docente, pronta a rimodulare continuamente il suo lavoro in funzione di “bisogni” più importanti per la crescita umana di quei mattoncini “lego” che si plasmano tra le sue mani e sotto i suoi occhi proprio in quegli anni dell’adolescenza, così misteriosi, così complicati!
Dalla lettura del libro, oltre all’alto spessore culturale dell’autrice, alla sua eclettica preparazione, all’indiscusso Amore per la sua “Missione”, emerge, prorompente, quel “quid” in più che le consente di instaurare un rapporto quotidiano sempre vivo e pronto ad arricchire ed essere arricchito.
Molto accattivante la fluidità del discorso e intriganti le “beghe” di classe.
Ancora una volta un libro da leggere tutto d’un fiato!




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