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Distratta... vagava la luna

di Daniela Mannoli (Autore)

Per Daniela Mannoli esprimere in poche parole un'emozione, equivale a scattare una fotografia, cogliendo quell'attimo che non si ripeterà mai più.  E lasciare che una goccia di colore inventi il suo percorso è come dare libertà ai pensieri.

Informazioni editoriali

  • Titolo Distratta... vagava la luna
  • Autore Daniela Mannoli
  • Data di uscita 2021
  • Editore Youcanprint
  • Pagine 130
  • ISBN 9791220317573

Recensioni clienti

5 su 5 stelle sulla base di 2 Recensioni
Da Maria Grazia Sessa il 16 ago 2021
Pubblicazione cartacea

Distratta vagava la luna… di Daniela Mannoli “Istantanee” questo è il sottotitolo del libro “Distratta vagava la luna…” di Daniela Mannoli, ed è significativo, perché chi ama la fotografia come lei non può non citare questo termine. Le parole di ogni lirica infatti sono, a volte, un richiamo ad immagini che si formano subito nella mente del lettore, altre volte è proprio la scrittrice che ce le propone, assemblando nel testo i suoi disegni, acquerelli, fotografie, e queste presenze iconiche impreziosiscono la lettura delle poesie. Le sezioni del volume sono sei, la prima è di apertura, introduce con il tema della “Lontananza”, si tratta di ricordi della sua storia d’amore, ma perfettamente in sintonia con le stagioni che costituiscono le quattro sezioni successive. E come sottofondo la luna, che sembra vagare fra pensieri e sentimenti dei protagonisti. Segue l’ultima sezione dal titolo “I clic del cuore”, in cui ritorna il tema della fotografia con un richiamo al suono breve e magico della fotocamera, inseparabile amica di Daniela. Ecco, il monosillabo “clic” fa subito pensare ad una fotografia, invece sono sempre poesie, le voglio definire “scatti in parole” che vengono dai suoi affetti, da ciò che lei ama e che si materializzano in scene nella mente di chi legge. La raccolta si conclude con un pensiero emozionante “non c’è fine per la poesia” e queste poche parole, nella loro essenzialità e stringatezza, racchiudono verità e ricchezza di significati. Le liriche sono poesie brevi e haiku, forma poetica giapponese a cui Daniela Mannoli si è dedicata in questi anni, la loro brevità è il segreto di questa raccolta, ogni poesia avvolge come uno scatto, le parole vengono collegate ad una scena, ad un’immagine, ad un set che per il fruitore può essere diverso da quello che ha ispirato Daniela, ma non importa, non bisogna indovinare cosa ha mosso la poetessa nel comporre, ma cosa le sue liriche muovono dentro di noi, quali sentimenti, quali esperienze? Molti sono i ricordi che hanno ispirato le liriche di Daniela, essi suscitano emozioni ed il lettore le vive in un suo scenario che può non corrispondere a quello dell’autrice. Lei suggerisce e chi legge ne trae i collegamenti con la propria vita. Rimembranze (ti mando baci/con la stilografica…), complicità fra amanti (…le mani intrecciate/nella tasca del tuo cappotto…), fantasia ed immaginazione (è un artiglio/quel rametto sottile/ ferma il tramonto), desiderio (sete di sole/i tulipani gialli/ come calici), nostalgia (…china sulle zolle/vorrei stendermi/ e abbracciare la terra/ che ti copre), dolore (ho sentito il mio cuore/strizzato/come uno straccio/intriso di lacrime), metafore (un giorno dopo l’altro/ tra le rughe/ io scrivo la mia vita). Mi fermo adesso, perché non finirei più, colpita da tanta profondità, però mi chiedo: chi nel corso della sua vita non ha provato ciò? Daniela questo lo sa fare bene: ripropone temi comuni attraverso la sua esperienza, ancorché unica perché personale, e riesce a farci rivivere le nostre esperienze, probabilmente diverse, ma nostre. Un po’ come Giovanni Verga nel suo realismo: chi non si specchia nei suoi personaggi? Chi non ritrova analoghe situazioni di vita quotidiana nelle sue storie? Distratta vagava la luna … ma non Daniela che è molto attenta e sensibile alla voce del cuore. Maria Grazia Sessa (giornalista)

Da Rita Camillo il 05 set 2021
Pubblicazione cartacea

Ho letto più volte il nuovo libro di Daniela Mannoli: “Distratta vagava la luna” e ho ritrovato tra sue pagine l’amica che ho imparato a conoscere in questi anni, artista a tutto tondo, fotografa, poeta e pittrice raffinata, donna curiosa dall’animo sensibile e dolcemente malinconico, ma soprattutto donna piena di passioni e di amore, quell’amore che unisce scatti fotografici, dipinti e poesie in“ Istantanee” clic che sento di interpretare come brevi momenti che attraversano il cuore, di ragazza innamorata prima, di figlia moglie e madre poi. Tra i versi degli Haiku tutto lo stupore per la natura, nello scorrere delle stagioni lo scorrere stesso della vita, in quel soffione dipinto, tutta la sua impermanenza. “ Persi nel tempo/ i giochi dell’infanzia / Tutto in un soffio” E con i ricordi, l’amore per la famiglia, il dolore per le assenze, le nostalgie, forse anche i rimpianti per sogni mai realizzati ( bellissimo lo haiku a loro dedicato) ma anche il presente vissuto con la tenacia di donna positiva. “Un giorno dopo l’altro/ tra le rughe/ io scrivo la mia vita” e quando sembra che lo sprofondare, nel pozzo scuro delle proprie angosce non abbia fine, ecco, a tenderle la mano la poesia. “Ho voglia di ridere. Ho voglia di sole e di vento. Ho voglia di stendere le lenzuola che sbattono contro il cielo. Voglio andare a rubare ciliegie e arrampicarmi sui rami della fanciullezza” Perché “non c’è fine per la poesia” come concludi lei e nemmeno per i sogni.

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