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Voci Lontane di Enzo Parato
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Voci Lontane
  • Autore: Enzo Parato
  • Data di uscita: 2019
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788831650236
{DATI_FINE}
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{DESC} Il fiore... colto... a poco a poco appassisce. Sognare è lasciare che le cose siano, se non eterne, almeno durature: che non vi scorra il tempo! E quindi… è meglio non cogliere un quadrifoglio ma limitarsi a contemplarlo. Vuol dire astenersi dalla gioia, darsi tempo, procrastinare la felicità, fermarsi sul più bello. Quando, leggendo, mi capita di trovare un passo bellissimo che commuove l'anima, proprio allora sento il bisogno di staccarmi. E allora mi devo fermare, per sottrarmi a quell'eccesso di piacere. Chiudo il libro, passeggio, prendo tempo. Mi concedo di sognare quella bellezza, di non incontrarla subito, anzi, di allontanarla perché duri di più. Non per sempre, certo. Solo un pochino di più. È come il mare...diceva Proust... basta averlo visto una volta sola, non occorre ritornarci tutti gli anni. Basta sapere che esiste, per essere felici! E questa è la Poesia...l'arte di sapersi fermare. La felicità è sapere che la felicità esiste!
 
Questo libro ha ottenuto N. 1 recensioni dai nostri lettori
Vincenzo Parato - dicembre 04, 2019
Recensione della Raccolta poetica "Voci Lontane" del prof. Antonio Scandone

Ho appena finito di leggere il libro di poesie “Voci lontane”.Il verso limpido e pregnante delle composizioni mi ha trasmesso piacere intellettuale e mi ha suscitato gradevolezza interiore. Per qualche ora mi sono immerso in una temperie di autenticità e di oggettività esistenziale, sia scorrendo i settori più propriamente lirici della produzione poetica che percorrendo i sentieri accidentati di quelli più decisamente di impegno politico e di testimonianza civile.
Per il primo tipo di sezione ho apprezzato in modo particolare l’espressione viva e pulsante degli affetti e delle premure, familiari e oltre, che mi hanno riportato direttamente nelle analoghe atmosfere di accorati ripiegamenti interiori evocati dalla penna di Umberto Saba, oltre che di Vittorio Sereni. Mentre nel secondo settore mi ha coinvolto intensamente l’indignazione, totalmente condivisa, nei confronti del degrado sociale, culturale e politico del nostro Paese, la delusione per ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato, lo sconforto per i tanti ideali perduti della nostra giovinezza e la disillusione per lo smarrimento delle nostre utopie e dei nostri sogni di un umanesimo integrale. Ma anche la profonda testimonianza di affratellamento nei confronti della tanta umanità che si perde quotidianamente nel non più glorioso Mare Nostrum e in tutti gli altri mari amari di questo pianeta saccheggiato e violentato.
Dal punto di vista stilistico e formale mi è piaciuta anche la linearità discorsiva delle composizioni, talmente piane e accessibili, oltre che dense di umanità e di valori, che dovrebbero essere lette e commentate nelle scuole di ogni ordine e grado, a iniziare dalla Primaria. In alcune di esse, infatti, ho intravisto non solo la musicalità accattivante di Rodari, e le sue immagini corpose e incisive, e perciò immediatamente intellegibili, ma anche il suo impegno didattico e la sua forza inesausta di missione educativa. Per questo ho compreso la tua scelta della rima, e dei troncamenti lessicali, che potrebbero sembrare superati se non rispondessero proprio al sotteso intendimento pedagogico che fluisce nelle volute dei versi. Scelta strategica accertata dalla parallela compresenza di elementi di puro ermetismo, con le ardite allusioni analogiche e l’adozione del montaliano “corrispettivo oggettivo”, che allettano il gusto e le attese dei lettori più esigenti e più smaliziati.
E infine ho apprezzato la presenza, tutta umana e teneramente ineludibile, della contraddizione, come avviene ad esempio tra l’integrazione totalizzante degli affetti familiari, e coniugali, da un lato, e il morso gelido e inquietante della solitudine, che di tanto in tanto affiora perfidamente, a testimoniare la consapevolezza di un destino, anche per l'autore, “umano, troppo umano”.
Caro Enzo, tu hai veramente tanto da dire e tanto da darci. Oltre a tutto ciò che già ci hai dato. Continua così, illuminaci delle tue visioni, confortaci delle tue certezze, rafforzaci dei tuoi valori.

Antonio Scandone


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