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Storie di bocca di Remo Tossani
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Storie di bocca
  • Autore: Remo Tossani
  • Data di uscita:2017
  • Pagine: 492
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788892666917
{DATI_FINE}
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{DESC} “Storie di bocca” sono una raccolta di episodi accaduti all’autore durante l’infanzia, dalla nascita all’anno 1952, trascorsa principalmente a Barbiano e Monte Donato, colline della periferia sud di Bologna. Sono le storie personali raccontate alla nipotina Greta, quando frequentava l’asilo, lei le preferiva alle fiabe dei libri, richiedendole come “storie di bocca”, ecco spiegato il titolo del libro. La selezione dei fatti, l’impaginazione, l’ambientazione dei luoghi, la precisione del tempo, il corredo di fotografie inedite è stato un percorso impegnativo, però molto gratificante, per le tante emozioni rivissute. La centralità di una numerosa famiglia, unita sia nei momenti appaganti sia negli avvenimenti tragici, che è vissuta a cavallo della seconda guerra mondiale. Ho ripercorso lo stupore provato per il primo ramo di abete nel Natale del 1945, carico di caramelle biscotti e agrumi; o la felicità della prima bicicletta. Spero di coinvolgere i miei lettori negli alterni sentimenti provati allora, come il terrore sotto un bombardamento o la gioia di un ritorno a casa. E’ un romanzo autobiografico adatto ai miei coetanei, che si rispecchieranno in decine di episodi. Lo raccomando ai giovani, desiderosi di conoscere la verità su quel controverso periodo della nostra storia, affinché non cadano nella banalità dei luoghi comuni.
 

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Questo libro ha ottenuto N. 6 recensioni dai nostri lettori
A. F. - gennaio 29, 2018
Bologna, 5 gennaio 2018
Caro Tossani,
ho letto il suo libro utilizzando via via ermeneutiche diverse perché le sue pagine sono molto coinvolgenti e così dovevo utilizzare vari strumenti interpretativi che non adopero con libri dai quali posso prendere le distanze. Per contro, nelle sue pagine io sono invece sempre entrato, spesso con commossa adesione che altri testi non possono in me provocare. In quale altro libro troverei le pagine 224 e 225?
Poi, nelle sue pagine, trovo quel modo di fare storia che è nato alla “Sorbona” con la rivista “Les Annales”. Tre miei amici colleghi, Ginzburg, Camporesi e Sarcinelli seguono l’indirizzo delle “Annales”, ma lei li supera perché inseguendo la minimalità incontra il sangue, il massacro, la disperazione, lo sconforto. Ho mentalmente seguito la fuga del tedesco che pratica il paradigma del “tornando a casa”.
C’è, ancora, nel suo testo, una compostezza etica che tutto lo pervade e che lo allontana dall’eterno piagnisteo dei bamboccioni di oggi: come terza prospettiva di lettura c’è quella che dice sempre e comunque di non svendere la dignità. Pur avendo edito trentasette volumi, non ho ancora scritto quello sulla Colonia “Alla casa del bimbo” di Miramare di Rimini, mi accaddero cose che fatico a proporre. Ho promesso a Italo Calvino, in nome della nostra amicizia, che farò quel libro….E lei immagini con quale partecipazione ho letto le sue pagine sulla colonia…. Insomma lei ha scritto un libro che mi ha catturato e che ha pienamente su di sé, per reggerlo benissimo, un grande compito: custodire, rammentare, ribadire, riproporre, ritrovare, stare attenti perché non si realizzi la tremenda profezia orwelliana descritta in 1984, dove il protagonista ha il compito di modificare, falsare, sconvolgere, pasticciare la verità storica… Ma con il suo libro non può realizzare il suo nefasto disegno filosofico….
Grazie, grazie e buon anno davvero….

V. B. Z. - dicembre 19, 2017
Nella presentazione del libro si legge che Remo Tossani è un nostalgico bolognese che le vicende della vita hanno allontanato dalla sua amata Bologna..
La narrazione viene fatta per raccontare alla sua piccola nipote Greta l'infanzia e l'adolescenza dell'autore dalla guerra fino al dopoguerra ed al boom economico che accompagna la vita di Remo.
Penultimo di sette figli, perde il padre molto giovane e 1a famiglia viene retta dalla madre vedova.
La figura della madre, che ritorna in molti dei racconti del libro, viene descritta con una dolcezza ed un amore davvero commoventi: Anche le figure degli zii, con i quali l'autore vive molti momenti della sua infanzia, sono ricordati con gratitudine ed allegria, pensando alle avventure ed agli avvenimenti della vita di campagna nel periodo bellico..
Altra grande protagonista del racconto è sicuramente Bologna con le sue case, le sue strade ed i suoi modi di vivere. Io che, come l'autore, sono di Bologna ho rivisto e rivissuto tante cose raccontate dall'autore. Un esempio: quando il ragazzo Remo faceva il fattorino per il laboratorio di statuine del presepe, laboratorio che era situato a pochi passi da casa mia e che io, in prossimità del natale, frequentavo per acquistare proprio le statuine del presepe. Con Remo ci siamo magari incontrati; magari ci conoscevamo senza sapere che, dopo pochi anni, saremo diventati amici con una amicizia che dura ancora.
Oggi il libro di Remo mi ha fatto ricordare questo evento ed altre cose per cui, se si dice che il mondo è piccolo, si può ben dire che la Bologna di quel tempo era una "piccola città". La lettura è stata piacevole,a tratti commovente, sempre coinvolgente.

Valeria B. Z. - novembre 27, 2017

Nella presentazione del libro si legge che Remo Tossani è un nostalgico bolognese che le vicende della vita hanno allontanato dalla sua amata Bologna..

La narrazione viene fatta per raccontare alla sua piccola nipote Greta l'infanzia e l'adolescenza dell'autore dalla guerra fino al dopoguerra ed al boom economico che accompagna la vita di Remo.

Penultimo di sette figli, perde il padre molto giovane e la famiglia viene retta dalla madre vedova.

La figura della madre, che ritorna in molti dei racconti del libro, viene descritta con una dolcezza ed un amore davvero commoventi: Anche le figure degli zii, con i quali l'autore vive molti momenti della sua infanzia, sono ricordati con gratitudine ed allegria, pensando alle avventure ed agli avvenimenti della vita di campagna nel periodo bellico..

Altra grande protagonista del racconto è sicuramente Bologna con le sue case, le sue strade ed i suoi modi di vivere. Io che, come l'autore, sono di Bologna ho rivisto e rivissuto tante cose raccontate dall'autore. Un esempio: quando il ragazzo Remo faceva il fattorino per il laboratorio di statuine del presepe, laboratorio che era situato a pochi passi da casa mia e che io, in prossimità del natale, frequentavo per acquistare proprio le statuine del presepe. Con Remo ci siamo magari incontrati; magari ci conoscevamo senza sapere che, dopo pochi anni, saremo diventati amici con una amicizia che dura ancora.

Oggi il libro di Remo mi ha fatto ricordare questo evento ed altre cose per cui, se si dice che il mondo è piccolo, si può ben dire che

la Bologna
di quel tempo era una "piccola città".

La lettura è stata piacevole,a tratti commovente, sempre coinvolgente.

Alfredo Pezzilli - ottobre 27, 2017
Le “Storie di bocca”, sono ricordate da un nonno per essere raccontate ad una bambina con la mente e gli occhi, la spontaneità e la freschezza di un bambino. Esposizione senza pretese letterarie, con una ricca vena di saggezza e solidità popolare, di un vissuto in un periodo tormentato e tragico della storia nazionale, in una città devastata dalla guerra, di una tragica situazione familiare di una famiglia numerosa, nella quale tutti conservano il pragmatismo, la solidità, la fiducia e le virtù popolari, che in pochi anni portavano una società e una nazione devastate alla ricostruzione e al successo.
In tempi di benessere stanco e povero di prospettive, può suggerire la fiducia e speranza al lettore scoraggiato in una società con risorse in apparente esaurimento.
Nel disastro della guerra e nelle gravissime difficoltà della quotidiana sopravvivenza il narratore, il bambino di allora, non manifesta mai un cedimento. La sua straordinaria forza consiste nella solidità della famiglia e nella fiducia nella società.
Alfredo Pezzilli

Lorenzo.Contini - ottobre 27, 2017
Quella che nasce come una storia di famiglia, raccontata alla nipotina perché la custodisca nella memoria e nel cuore, si trasforma, con lo sfogliare delle pagine, in un racconto ricco di emozioni, sentimenti e persino avventure.
Un racconto che va oltre la biografia dell'autore, per diventare fotografia di un'epoca, di un pezzo di storia di tante famiglie italiane,e di un intero Paese.
La guerra, le sofferenze che ha provocato, la fatica e la voglia di ricostruire, di guardare al futuro con rinnovata fiducia:stati d'animo che hanno reso simili, sebbene diverse, le vite di tanti italiani.
Poi gli incontri, le passioni, le amicizie, gli affetti, i tanti scatti - felici o dolorosi che, insieme, vanno a costruire la vita, questa sì personale, di Remo e della sua famiglia.
Una biografia che, forse anche per la sua intensità, si legge con interesse e piacere.
Allora sì, è vero che la memoria ha un senso: quello di non disperdere, affidandolo a un libro e al piacere della scrittura, il grande patrimonio di ricordi ed esperienze che si chiama vita.

Mario Bruno - ottobre 16, 2017
Percorrere sentieri vissuti tanti anni addietro con lo spirito, la lucidità rievocativa e la saggezza degli ottant'anni non ècosa semplice né mestiere di tutti.
Remo Tossani, di Mirano (Venezia), Ufficiale in congedo dell'Esercito Italiano,ci è riuscito con la composizione di un libro dai tratti avvincenti, portante un titolo originale: STORIE DI BOCCA, ove le vicende narrate si snodano in un intreccio di episodi rievocati dalle memorie personali dell'autore lungo un ciclo temporale che muove dal 1943 per esaurirsi nell'anno 1952.
Ibraru presentati assumono forma di storie raccontate alla nipotina di Tossani, ricche della genuinità e dell'improvvisazione perché frutto di narrazione pura, avulse dalla fonna letteraria per cosi dire d'obbligo quale si è soliti ritrovare nei libri di fiabe preconfezionati. Ecco,dunque, ilfelice rapporto fra nonno e nipotina, come un viaggio su scenografie forse obsolete rispetto ai tempi in cui viviamo, ma ricche di umarutà, di sentimento, di significato.
STORIE DI BOCCA può considerarsi un compendio di alcune sfaccettature nell'insieme dei ricordi aflìorati: quanto accadde durante l'infanzia dell'autore, le privazioni e le sofferenze trascorse dopo 1'8 Settembre sono le quotidiane minacce e vessazioni derivate dall'occupazione tedesca, l'alternarsi delle sfortune abbattute sulla famiglia di Remo che, ancor fanciullo, fu costretto a superare prove di non lieve peso, la spensieratezza e lo spirito di avventura del ragazzo e dell'adolescente a fronte di momenti lieti, liberatori, ma anche di angoscia e di privazione difficili a gestirsi.
Per i lettori di una certa età l'opera si snoda lungo un filone di reviviscenze che riporta alla luce brani della vita trascorsa neg.li anni verdi di chi si appresta alJa lettura del Ubro, con il ritrovarsi nei colori, nei suoni e nelle circostanze vesti ti di tinte essenzialmente famiUari. ll tutto, facili tato da uno stile descrittivo elegantemente sobrio e trascinante, ricco di espressività e adatto a ognuno che desideri affacciarsi a una realtà ammantata ancora di elementi vagamente fiabeschi.
Per i lettori più giovani il volume è un valido motivo per creare confronti culturali e stimolare riflessioni sulle differenze fra esistenze generazionali, ma anche per ravvivare un dialogo caldo e costruttivo con i "grandi" su quelli che si possono considerare Valori per certi versi caduti nell'obuo.



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