Salvatore Nugara
 

Salvo Nugara, un outsider della poesia

         Sono nato nel mese di aprile del 1954 a San Giovanni Gemini, entroterra occidentale della Sicilia, a circa quaranta chilometri da Agrigento. Il paese sta adagiato su di una depressione del terreno, una valle, a tratti pianeggiante, a ridosso della cresta di una collina, dove sorge il paese di Cammarata. Antichissimo paese arabo che prende il nome dal monte Cammarata che si staglia alle sue spalle per circa 1600 metri di altezza. Con le sue ampie pendici forma un paesaggio di pinete e sottobosco di ginepri e ginestre, ora, diventata una grande riserva naturale orientata. Cammarata è un antichissimo insediamento greco/romano che ha ospitato anche comunità ebraiche; è stata occupata dai Turchi e poi da Normanni e  Svevi al tempo di Federico II (il colore dei miei  capelli e di tanti altri siculi lo testimonia, il grande Giovanni Verga ci bollerà come “cattivi” con la sua novella “Rosso Malpelo” ma questa è un’altra storia). San Giovanni Gemini enclave di Cammarata ha origini più recenti, si parla della sua edificazione dal 1500 circa. Il nome onora San Giovanni Evangelista. La specifica deriva dal latino gemini colles, ossia colli gemelli (contrapposti) riferendosi ai monti limitrofi al paese. Fino al 1879 il paese fu chiamato San Giovanni di Cammarota. E’ un territorio a vocazione contadina e ricco di allevamenti di bestiame anche se nel tempo si sono susseguite attività industriali , come i laterizi, nella vicina valle del Platani.

     Cosa mi manca di quel mio paese natio? L’odore amaro degli eucalipti, i fichi d’india mangiati ai piedi delle piante al mattino e il vociare delle ciavule (cornacchie e gazze) all’imbrunire, poi c’è il sole, la sua luce che accende le dolci valli e matura gli agrumi a Ribera dove si producono le arance più buone del mondo e non esagero! Spesso mi dicono che ho un carattere “complicato” ma è per fare i gentili in realtà vogliono dire che è impossibile avere a che fare con me ma voi capite che essere quasi compaesano di Pirandello spiega molte cose;  poi mi sento fortemente figlio di un territorio tormentato e pregno di storia. A pochi chilometri ad ovest si estende la Valle del Belice dall’omonimo fiume che taglia in due il territorio tormentato da un terremoto distruttivo già nel 1968. Si possono ancora ritrovarne le rovine, non tutto ancora ricostruito, quasi un apologo della natura intrinseca della Sicilia, mentre altre rovine molto più antiche e maestose poco più in là , verso il mare a Segesta e al nord a Selinunte e poi verso sud a Porto Empedocle e Agrigento con la sua Valle dei Templi dove convivono con bellezze naturali senza pari , esaltate dalla festa del Mandorlo in Fiore, nel febbraio di ogni anno, che attira turisti da tutto il mondo.

     E’ da lì che provengo, lì ho passato la mia giovinezza, fino a quando nell’estate del 1969 mio padre Vincenzo, già emigrante per circa 12 anni in Germania, non decide di trasferire tutta la famiglia (cinque figli e moglie) a Torino. Qui comincia una nuova avventura per la mia vita, da sradicato in un momento difficile per la mia età, 16 anni. Non riesco, nonostante tentativi , ad inserirmi nello studio mi accontento di fare una scuola professionale e nel contempo , poco più che diciassettenne vado a lavorare in fabbrica. Erano gli anni della contestazione operaia e della presa di “coscienza di classe”, come si diceva allora. Io sviluppo un atteggiamento critico verso il lavoro in fabbrica e contro lo sfruttamento operaio. Saranno anni di grandi esperienze e molto formativi. Scopro in me una vocazione letteraria coinvolgente, scrivo per giornalini di fabbrica e anche parrocchiali, capisco che la mia cultura , trascurata fino ad allora, mi pone dei limiti “inaccettabili” , ritorno a scuola, frequento corsi serali, imparo un mestiere, ottengo un attestato di qualifica di Meccanico Generico, mi rendo autosufficiente dal punto di vista economico , leggo molto, i grandi narratori Americani come John  Steinbeck, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs. Mi piace la Beat Generation, la musica di quegli anni, il cinema e in particolar modo la poesia, divento onnivoro, ripeto non supportato da una educazione letteraria scolastica,  mi muovo quasi di istinto . Comincio a scrivere versi, sono arrabbiato a volte prolisso e comiziante, non mi piace quello che scrivo ma vado avanti lo stesso, sento di aver bisogno di scendere più in profondità. Da bambino , gli spiccioli che mi davano per comprare il panino li spendevo invece  per comprarmi i giornalini e andare al cinema a vedere  Ben-Hur , Maciste o il Colosso di Rodi. Tutta la mia infanzia è pervasa dalla cosmogonia dei  Peplum, una educazione sentimentale all’immagine e alla musica che mi accompagna ancora adesso, in cui il mio immaginario è affollato di personali miti;  il Neorealismo Italiano e la Nouvelle Vague. Ho avuto vere e proprie folgorazioni per Fellini, Antonioni, Stanley Kubrick, Marco Ferreri, Peter Greenaway, Sergio Leone e il suo Western (una vera ossessione insieme alla musica di Ennio Morricone).

     Ora ogni soldo risparmiato lo spendo per i libri, Cesare Pavese, Calvino, Beppe Fenoglio, Primo Levi, Carlo Levi, Cassola, Elsa Morante, Ottieri, Paolo Volponi, Ceronetti, Cioran, Rugarli, Roth, Don De Lillo, manco di nominare i classici ma ci sono anche quelli, un elenco interminabile di autori che mi fanno compagnia nella mente e nella vita riposando sulla libreria della mia camera. Sul comodino tengo sempre Giorgio Manganelli e poi tanta poesia antica e moderna. Da Carducci a Giancarlo Majorino, Caproni, Camillo Sbarbaro, Montale, Raboni, Salvatore Quasimodo accanto a Sciascia, (altri due grandi di Sicilia!),  Edoardo Sanguineti, Emily Bronte, Wislawa Szymborska, Ivano Ferrari e persino  Léo  Ferrè ; non mi è possibile elencarli tutti ne verrebbe fuori un elenco oltre che lungo noioso,  penso di aver  citato i miei capi saldi. E così nel mentre mi guadagnavo da vivere facendo svariati lavori,  ho continuato a scrivere.

     Una sera di novembre del 1978 mi “imbuco” ad una cena di amici e conosco la donna della mia vita, che giusto due anni dopo, nel settembre del 1980 ci sposiamo.

Lei si chiama Maria Rosa, impiegata statale,  nell’ottantuno nasce Silvia, la nostra prima figlia, segue nell’ottantaquattro il secondo figlio Gabriele, in quell’anno avevo già compiuto il mio trentesimo anno, tutto era in divenire.

     Seguono anni convulsi e pieni di cambiamenti, pubblico per i tipi di Italscambi Torino la mia prima raccolta poetica, “Ancora L’implacabile Sete” acerba e piena di un’enfasi che ho poi dovuto mediare e abbandonare con il cambiare dei tempi , sempre restando nel solco della poesia impegnata socialmente e composta con un verso libero a tratti prosastico. Negli ultimi 29 anni ho poi, svolto un lavoro impegnativo presso un’azienda di servizi torinese. Da circa due anni sono in pensione ma la mia vera gioia sta nel fatto che la passione per la poesia non si è mai spenta. Ho ricevuto negli anni  riconoscimenti a concorsi letterari più o meno importanti, uno dei quali è consistito nella pubblicazione di una silloge intitolata “Le belle Primavere” ( Milano libri/quaderni di Controcorrente 2001) ispirata a “Le belle bandiere” di Pasolini.

     Da lì in poi ho cercato di riordinare le idee e le carte scritte in tanti  anni continuando a ricevere  nuovi stimoli, viaggi, letture, incontri. Ho molto “smussato” (togliere gli spigoli, le bavure, termini dialettali della fabbrica metal meccanica) cercando di restare nel solco della poesia civile e allargandomi all’immaginifico, alla metafora, scegliendo meglio le parole, per acquisire una certa grazia e musicalità, poi anche il sarcasmo, il tono duro, quando si deve ma con pacatezza, senza quell’urgenza che portava all’errore, al distacco antipatico, anzi, con coraggio essere anche bizzarro e sperimentale, scavare nuovi solchi, inventare nuove parole, provare a svecchiare ma recuperando quel tanto di bello e classicheggiante che ammalia, distende. Qualcuno dice di me che sono nel solco dell’ermetismo ma io non posso dirlo, sono il mio peggior critico e a considerarmi “ermetico” non ne sarei tanto contento anche se in buona compagnia (Montale è considerato un ermetico). Potrei, ora aprire la polemica sulla difficoltà del pubblicare ( in Italia tutti scriviamo e nessuno compra e legge poesia) ma non mi pare il caso, infatti me la sono risolta da solo, mi sono avvicinato al mondo del  Self-Publishing , Youcaprint, Lulù, Ilmiolibro-kataweb.it. In questi ultimi si possono visionare e comprare,  “Il Corpo del disperso viaggiatore,2011”, “Checkpoint a Eurolandia, 2012”, “Savana Urbana, 2013”, “Non c’è verso di finire,2013”, “Squadernario,2013”, “Tao Rana Vulgaris 2014”, “Doline della Ragione 2014”, e una raccolta di racconti brevi dal titolo, “Volevo fare L’ipnotizzatore”, dove racconto, in parte, la mia infanzia. Ognuno di questi libri ha una sua storia, una motivazione, un tema, le date di pubblicazione non corrispondono agli anni in cui le poesie e le raccolte sono state scritte ma racchiudono, abbastanza esaustivamente, tutta la produzione di  trent’ anni di poesia. Nuove poesie sono pronte, ora e aspettano di essere pubblicate , perché io non ho mai scritto soltanto per me stesso ma ho sempre desiderato far conoscere agli altri, fare arrivare la mia voce, comunicare, a mio modo, come sento il mondo e la vita che ci accompagna.

 

 

Torino 01/settembre/2014

I bestseller dell'autore
Non c'è verso di finire
Libro cartaceo
€ 10,00
Savana urbana
Libro cartaceo
€ 10,00
Volevo fare l'ipnotizzatore
Ebook
€ 3,99
Volevo fare l'ipnotizzatore
Libro cartaceo
€ 9,00
 
Le ultime recensioni dei lettori
Diacroniche e DogMatiche
23 Luglio 2018
Diacroniche e DogMatiche Come avviene nei processi creativi il tempo si dilata e spesso capita che un’idea accarezzata da tempo, da sincronica diventi diacronica e questo di per se è un problema che alle volte può far comodo ma altre no. Da più di u [Leggi tutto]

 
I libri di Salvatore Nugara (7 libri trovati)
Ordina le opere per: cartaceo | ebook | audiolibro | tutti
Diacroniche e DogMatiche Cartaceo
  • Titolo: Diacroniche e DogMatiche
  • Autore: Salvo Nugara
  • Data di uscita:2018
  • Pagine: 82
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788827839522
{DATI_
Uno sguardo allargato su ciò che succede intorno a noi, molti riferimenti a fatti e persone in giro per la nostra Italia e anche fuori, disincanti e prese di posizione con lievità. Cenni a...
Libro cartaceo
€ 12,00
La Semantica del miele Ebook
  • Titolo: La Semantica del miele
  • Autore: Salvo Nugara
  • Data di uscita: 2015
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788891174963
{DATI_
Nodi che furono e intrecci che saranno, nelle mani del pensiero che rifugge il consueto. Argini alle gore, staccionate sopra i calanchi renosi delle mode emotive. Moloch a guardia delle cert...
Ebook
€ 3,99
La semantica del miele Cartaceo
  • Titolo: La semantica del miele
  • Autore: Salvo Nugara
  • Data di uscita:2015
  • Pagine: 88
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891171146
{DATI_
La semantica del miele di Salvo Nugara pubblicato il 2015  ...
Libro cartaceo
€ 10,00
Volevo fare l'ipnotizzatore Ebook
  • Titolo: Volevo fare l'ipnotizzatore
  • Autore: Salvo Nugara
  • Data di uscita: 2013
  • Editore: Youcanprint
  • DRM: Assente
  • ISBN: 9788891106643
{DATI_
“Un viaggio nella mia memoria giovanile con un ritratto apparentemente confuso e umorale, tra piccoli e grandi episodi di crudeltà e slanci di passione per il proprio passato e l’ambien...
Ebook
€ 3,99
Non c'è verso di finire Cartaceo
  • Titolo: Non c'è verso di finire
  • Autore: Salvo Nugara
  • Data di uscita:2013
  • Pagine: 76
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788891103635
{DATI_
"Mi ergo tra le messi seminato da un amore sconosciuto. Io sono fiore selvatico ospite di questa terra generosa, ringrazio la luce del sole. Attraverso i miei colori all'umanità errabonda t...
Libro cartaceo
€ 10,00
<< Inizio < Prec. 1 > >>

Utilizziamo i cookie per garantirti la migliore esperienza sul nostro sito. Per saperne di più