Sperimentazione e prassi nella ricerca artistica di Bruno Cirino di Giuseppe Spataro
 
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Informazioni editoriali {DATI}
  • Titolo: Sperimentazione e prassi nella ricerca artistica di Bruno Cirino
  • Autore: Giuseppe Spataro
  • Data di uscita:2017
  • Pagine: 312
  • Copertina: morbida
  • Editore: Youcanprint
  • ISBN: 9788892614437
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{DESC} In questo testo di Giuseppe Spataro : “Sperimentazione e prassi nella ricerca artistica di Bruno Cirino” si mettono in evidenza i principi ideologici di Cirino: l’amore per le differenze e la ricerca di un modo nuovo di fare teatro, la pratica attoriale, che deve mettere l’attore stesso al primo posto. Accordandogli una propria forte identità che ha diritto a mostrarsi sulla scena. Tutta la vita professionale di Bruno Cirino verte sugli alti concetti di teatro e politica che si fondono nella prassi della sua ricerca artistica ed ogni alta idea trova espressione pratica nel lavoro dell’attore, dimostrando che teatro e politica non sono termini contrapposti, il teatro è politica e la politica non è qualcosa di astratto, è qualcosa che pervade ogni gesto quotidiano, così come il teatro è sia astratto che pratico, fatto di idee intangibili e di fatica e sudore.
 
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giuseppe spataro - ottobre 07, 2018
Il dirigente scolastico Giuseppe Spataro, nel suo interessante volume Sperimentazione e prassi nella ricerca artistica di Bruno Cirino, fa emergere, con dovizia di citazioni e di particolari, come il compianto attore campano prematuramente scomparso all’età di 44 anni nel 1981, sia una figura di spicco nel panorama dello spettacolo e del mondo culturale italiano nonché interprete innovativo nell’ambito teatrale.
Bruno Cirino ebbe vita breve ma arte certamente lunghissima. In oltre 20 anni di carriera lavorò instancabilmente per il teatro, il cinema, la televisione e la radio. Fondatore della Compagnia Teatroggi (1969), affrontò, sia come regista che come attore, autori immortali come Shakespeare, Dostojewsky, Molière, Pirandello, Jonesco, De Musset, Sartre ecc. e interpretò anche le opere di una scrittrice contemporanea come Dacia Maraini.
Dalla lodevole monografia di Spataro si capisce bene come il successo di fama internazionale giunge per Cirino con l’interpretazione televisiva Diario di un maestro, di Vittorio De Seta, nel 1973. Cirino si cala nel personaggio a 360 gradi anche perché supportato da una poetica, ovvero da una visione tutta particolare dell’arte recitativa come strettamente legata alla vita e alle sue problematiche (e Spataro sottolinea bene l’impegno politico di Cirino e il suo legame con il Partito Comunista Italiano). Visione caratterizzata “da una continua esplorazione del linguaggio teatrale, in ogni sua forma con scelte originali che vengono sempre più apprezzate dalla critica…” (pp. 73-74).
Importante è nell’attività artistica di Cirino anche l’interpretazione di certi particolari fatti ed eventi storici (per es., il fascismo e la Rivoluzione francese), nella consapevolezza “di voler portare la storia, sul piano della metafora, stilizzando, semplificando alcune situazioni” (pag. 89).
In conclusione, il lavoro di Spataro ha il merito di ricordare al lettore la grandezza di un attore innovativo e versatile come Cirino che, in verità, sembra, ingiustamente, essere stato dimenticato e che, invece, merita di essere riportato alla luce, dopo il lungo silenzio e e l’oscurità in cui appare essere stato lasciato ormai da molti anni.

Prof.ssa. Rosa Rossana Burtone


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