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Anna Maria Secchi Secchi

Anna Maria Secchi Secchi

Anna Maria Secchi 42 anni, nata a Cagliari, vive adesso a Salerno, dopo aver trascorso alcuni anni nella provincia di Roma. Nonostante abbia vissuto più "in continente", come dicono gli isolani, si sente sarda fino al midollo, l’amore verso la sua terra è raccontato anche nel suo romanzo d'esordio “Senza più voltarmi indietro” 

( http://books.google.it/books/about/Senza_più_voltarmi.html?id=BTDiAwAAQBAJ&redir_esc=y ). 
Nell’intervista ci parla della suo lavoro di scrittrice e del suo libro, del suo rapporto con i social network e del suo amore per la Sardegna. Qui il booktrailer del librio: https://www.youtube.com/watch?v=Opeby-GlEQ8&app=desktop 

Egy: Prima domanda chi sei? 
Anna: Mi chiamo Anna Maria Secchi, meglio Conosciuta come Anna. Nome con il quale mi sento più affine. Sono una persona come tante e che come tanti altri sogna di poter realizzare i propri sogni. Amo da sempre il potere delle parole, ho avuto la fortuna di crescere in una casa piena di libri e di parole. Da questo è nato il mio sogno. Egy:Qual è questo sogno? 
Anna: da quando avevo sei anni è sempre lo stesso: diventare una scrittrice 
Egy: sei riuscita a realizzarlo? 
Anna: Ci sto provando. Ho terminato di scrivere nel 2013 il mio primo romanzo "Senza più voltarmi indietro" che ho pubblicato a luglio 2014  con il self publishing Youcanprint 
Egy: complimenti, i passi per arrivare a questo traguardo quali sono stati? 
Anna:Non sono stati semplici. Il mio sogno, come credo sia per tutti quelli che scrivono, era quello di essere notata da un grande editore. Ma la domanda che mi ponevo è stata: come fare? Allora ho iniziato a fare delle ricerche su internet e da subito mi è apparso chiaro che riuscire a farsi leggere dai grandi editori sarebbe stata un'impresa titanica. Perciò ho scartato questa opzione. Quindi ho contattato una casa editrice piccola, ma seria alla quale il mio romanzo è piaciuto. Il problema si è presentato con il contributo richiesto. Che ad onor del vero non era eccessivo, in genere si parla di cifre che vanno dai 3.000 euro ai 5.000 euro, qui parliamo invece di 900,00 euro, che però io non potevo permettermi di sostenere. Così ho dovuto declinare la loro proposta. Grazie a un link inviatomi da una cara amica ho scoperto il self publishing. Ho iniziato a fare numerosissime ricerche, supportata e sopportata dai miei tre angeli custodi e finalmente ho trovato quello più adatto alle mie esigenze. Egy: come hai lavorato sul romanzo? ci scrivevi tutti i giorni in modo metodico oppure solo quando eri ispirata? 
Anna: Ho iniziato a scrivere questo romanzo molti anni fa. Poi non sentendomi ancora pronta l'ho abbandonato per molto tempo. Due anni fa feci leggere il poco che avevo scritto a un caro amico di famiglia, professore di letteratura in pensione, il quale apprezzò molto quello che avevo scritto e mi incoraggiò a continuare. A quel punto ho ripreso a scrivere con impegno. Ogni pomeriggio mi ritagliavo due o tre ore, cercando di dare voce a una storia che bussava da tempo per venire alla luce. 
Egy: Di che cosa parla la tua prima opera? 
Anna: È un romanzo ambientato tra Roma e Cagliari, che si alterna tra presente e passato, raccontando la storia di Sara, una donna ruvida e introversa dal passato doloroso ancora non risolto. A causa di una drammatica telefonata, si ritroverà suo malgrado ad affrontare i suoi vecchi fantasmi per cercare di offrire alla nipote un barlume di speranza. Accanto alle sue vicende si snodano le storie dei suoi migliori amici Sergio e Giulia, storie che come quella della protagonista aprono le porte ad alcuni interrogativi. 
Egy: cosa ti piace di più del raccontare? 
Anna: Non so se posso definirlo esattamente un piacere, più probabilmente si tratta di un'esigenza. L'esigenza di condividere con altre persone, attraverso le storie che affollano la mia testa, la mia percezione della vita. In questo romanzo, infatti, anche se, ci tengo a precisare che non si tratta assolutamente di un'auto biografia, c'è moltissimo di me. 
Egy: condividi spesso le tue esperienze? 
Anna: Essendo molto riservata dal punto di vista delle emozioni, non condivido le mie esperienze esplicitamente, ma cerco di farlo in altre forme come appunto con la scrittura. 
Egy: quello che scrivi rimane su un foglio di carta facendolo leggere a chi ti è accanto oppure lo condividi su facebook, blog, siti vari? Anna: Uso Facebook da relativamente poco, circa due anni. All'inizio non è stato facile inserirmi in questo mondo virtuale, ma poi grazie ai vari gruppi come Fusion, ho iniziato a portare un po' di me, sotto forma di qualche racconto, poesia o semplicemente qualche pensiero, anche  su Google Plus e da pochissimo anche su You Tube. 
Egy: Meglio far leggere guardando in faccia le persone oppure aspettare i commenti o i Mi Piace? 
Anna: Credo che la lettura sia una cosa intima e privata, a me darebbe estremamente fastidio se qualcuno mi osservasse mentre leggo, quindi no, non vorrei guardare le persone mentre mi leggono. Mi sentirei un intrusa. I commenti quando si ha tempo, se sinceri nel bene e nel male, trovo che siano molto più costruttivi dei mi piace. Egy: Condivido lo stesso tuo pensiero sui Mi Piace. Hai detto che a casa avevi tanti libri da bambina, quali erano i tuoi preferiti? 
Anna: Premetto che prima di imparare a leggere, mia madre mi leggeva le favole ed io non vedevo l'ora di poterlo fare da sola. Il primo libro che ho letto tutto da sola è stato Pinocchio, poi Cuore, Piccole donne, Piccole donne crescono e tanti altri che forse non erano neanche tanto adatti alla mia età, trattandosi molto spesso di gialli o di classici. Da sempre, o almeno da che ho memoria di lui, il mio autore preferito è Dostoevskij, che a mio parere ha dato vita al più bel personaggio letterario di tutta la letteratura mondiale "L'idiota". 
Egy: Ti senti più lettrice o scrittrice oppure le due persone coincidono perfettamente? 
Anna: Bella domanda che ancora non mi ero posta. Vediamo... Essendo una lettrice da una vita e al momento solo un' aspirante scrittrice (anche se di buona volontà), sicuramente più lettrice, anche se spero che in futuro possa prevalere la scrittrice. La verità è che scrivo per esigenza e leggo per puro piacere. 
Egy: Sognando un po'... se il tuo libro andasse bene e fosse scelto come soggetto per un film, vorresti che questo fosse fedelissimo al libro o ti piacerebbe che il regista, lo sceneggiatore lavorasse di sua fantasia? 
Anna: Magari!!! Sicuramente vorrei che fosse fedelissimo al libro, infatti, detesto tutti i film tratti dai romanzi, che non si attengono alla storia. Capisco che il film debba essere snellito per una questione di tempi, ma non capisco perché vengano cambiati alcuni personaggi o magari il finale. 
Egy: Magari si vuole sorprendere anche il lettore, che altrimenti vedrebbe tutto scontato. oltre alla lettura, quali sono i tuoi interessi artistici? 
Anna: Mi piace molto la musica, ma non posso assolutamente definirmi un'intenditrice, adoro il teatro in particolare quello napoletano di Eduardo De Filippo e il cinema, mio grande amore. Egy: Se dovessi recitare un film che genere faresti? Mentre se invece ti chiedessero di girarlo o scriverlo sarebbe lo stesso o cambieresti? 
Anna: Mi piacerebbe da morire recitare un Horror. Se invece dovessi scriverlo o girarlo senza dubbio un film drammatico che tratta anche temi sociali. 
Egy: Perché questa scelta di generi diversi? 
Anna: Perché sono come il cremino croccante fuori e tenera dentro! Scherzi a parte, adoro i film horror e adoro, nonostante la mia parte oscura, divertirmi, e sono sicura che girare un fil horror mi divertirebbe da matti. Mentre se dovessi scriverlo o girarlo attingerei a quella parte di me che è veramente drammatica. 
Egy: Nel tuo libro riporti che i sardi hanno un amore viscerale per la propria terra, come si manifesta il tuo? 
Anna: Innanzi tutto con una costante e malinconica nostalgia. In alcuni giorni ho quasi l'impressione che il vento mi faccia dono della sua potenza portando fino a me gli odori del mia terra. Amo anche fare moltissime ricerche sulle antiche leggende e tradizioni sarde è il mio modo per rimanere ancorata alle mie radici. La Sardegna è una terra che si porta nel cuore e scorre nel sangue a prescindere dalla lontananza. 
Egy: Delle tue ricerche sulle leggende e tradizioni della tua terra, che cosa ti ha colpito? 
Anna: Partiamo dal presupposto che la Sardegna è una terra antichissima e che quindi moltissime leggende come anche moltissime tradizioni sono quasi altrettanto antiche. Quello che più amo e che ho compreso ancora meglio durante queste ricerche, che non sono certo terminate, è che nonostante le numerose contaminazioni e invasioni che il mio popolo ha subito, è che in noi sardi continua a vivere l'antica fierezza di un tempo passato. Nonostante la cristianizzazione non voluta, infatti anticamente la religione sarda era una religione di tipo animistico simile a quella degli indiani d'America, alcune tradizioni sono riuscite comunque a sopravvivere, continuando a essere tramandate. 
Egy: Cosa pensi che di te rispecchia la tua terra? 
Anna: L'allegria e l'accoglienza, tipica degli abitanti delle coste. La riservatezza e un grande senso del pudore legato alla sfera emotiva, tipico degli abitanti delle zone interne. 
Egy: Cosa speri che t'accada nel prossimo futuro? 
Anna: Al momento la mia speranza è chiaramente legata al mio romanzo. Spero che qualcuno abbia voglia di leggerlo e soprattutto spero che i temi trattati possano offrire uno spunto di riflessione. Magari anche solo una piccola riflessione, che aiuti a guardare alcune realtà da un'altra prospettiva.

Intervista a cura di Egidio De Lauro

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