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Anna Franzoni

Anna Franzoni

Anna Franzoni, in arte Annina, scrive meravigliosi racconti di vita. La “nostra” Anna è una ragazza del '64, dal ceppo mantovano, nella fattispecie di Gazoldo degli Ippoliti, quarta di sei fratelli. Anna cresce in una famiglia unita e laboriosa, all'ombra di un padre idealista e generoso: Luciano Franzoni, che pur lavorando molto riesce ugualmente a stare vicino ai suoi figli e a dare un altro luminoso esempio di altruismo, fondando insieme ad altre persone, che hanno il suo stesso valore di altruismo, la sezione Avis di Gazoldo. Anna lo imita e si dedica al volontariato, prediligendo i diversamente abili della Casa del Sole di Mantova e della Casa Anziani di Rodigo, spendendo per loro tutti i suoi ritagli di tempo libero. A vent'anni Anna si trasferisce nel Basso Mantovano a Villa Poma, ma quella non è la sua strada e con tanti sacrifici dopo 6 anni trasloca a Mirandola, capitale dell'industria biomedicale nella Bassa Modenese. Anna conquista la sua indipendenza a suon di privazioni e ristrettezze. Ma neanche Mirandola è la sua strada e, dopo una manciata di anni la ritroviamo nella opulenta Sassuolo, patria dell'industria ceramica per antonomasia e non solo. Frattanto il padre Luciano sale al cielo, dopo aver combattuto contro la sfortuna della malattia. Lei si confronta ancora una volta con il dolore ed inizia un nuovo intenso viaggio dentro la sua anima, viaggio che la porta verso la poesia. Dà così alle stampe il primo libro denominato “Fiore del deserto”, dedicato proprio a papà Luciano e all'Avis. ”Un padre è come un fiore del deserto, in quanto è caro, unico, forte e prezioso proprio come un fiore del deserto”. A 47 anni dalla sua nascita anche la Sezione Avis di Gazoldo degli Ippoliti, celebra un suo “padre” fondatore Luciano Franzoni L'autrice...ha voluto devolvere i proventi del testo pro Sezione Avis di Gazoldo, per perpetrare la memoria e l'esempio di papà. Con questo testo Anna, partecipa al prestigioso Premio Città di Trento Basilio-Beltrami.Pensieri-Parole. Anna dunque trova un'altra strada, quella della poesia come esperienza totalizzante e fame d'infinito, che riversa nella sua seconda fatica “Perle del cuore”. Ed è già parola che scruta l'arcano della vita, simulacro umano puntato verso il cielo che splende in ciascuno di noi, voce degli esuli.Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi".Questo aforisma di S.Agostino non vale per fortuna per Anna Franzoni, che invece ha scandagliato se stessa, riversando gocce di poesia in questo suo secondo libro. In queste liriche del cuore l'autrice si avvale di un leitmotiv autobiografico, che è un realismo alla Saba, che cerca i sensi nascosti delle cose e che si racconta per blocchi tematici, corrispondenti a momenti salienti dell'esistenza. La poesia si fa madre di verità ed epigono del tempo, per riversare luce negli armadi della memoria e riappacificare la congiunzione passato-presente e presente-futuro.In un traboccare di sentimenti possenti Anna, per dirla come Arpino, fissa i ricordi, perché nel testo "ogni vero ricordo è ancora un richiamo, una verità che lavora nelle ossa, un febbrile atto di sfida al buio di domani".Trapela infatti anche un messaggio di speranza, specialmente per i giovani. E' come se l'autrice con il suo esempio volesse dire loro che tutti parlano di crisi, ma che nessuno indica palesemente la ricetta per combatterla.Ed ecco che allora immaginiamo di mescolare 300 gr di talento, 400 gr di volontà, 500 gr di fiducia,500 gr di condivisione e il resto è un ingrediente segreto, che ognuno completerà con la propria vita...
Il magico regno delle fiabe in un mondo di favole è un libro di ventitré fiabe, introdotte da un grande unicorno bianco e da una fatina, che rappresentano l'headline del libro. Figlio di una smisurata fantasia, il testo della scrittrice Anna Franzoni - giunta alla sua terza fatica letteraria - è un impulso irrefrenabile verso il fantastico e il mitico, per far sognare e riflettere piccoli e non più piccoli. L'unicorno ha ancora una volta valore curativo e purificatore, è infatti il viatico al messaggio di luce e di speranza lanciato dalle fiabe e la sua aurea è dunque spirituale. La fata rappresenta la seconda essenza del libro, non a caso è un altro essere soprannaturale, è un aiuto nelle sventure della vita, una forza sensibile e delicata, quanto inafferrabile e potente. E se fosse proprio Anna quella fata? Certo è che lei e l'unicorno personificano anche il ciclo della natura e della vita e il loro mondo è celeste, ovvero respira armonia, è mare e cielo, è contemplazione, idealismo e creatività. Il magico si cala nel reale ed ogni fiaba è un segno della natura, che contiene insegnamenti morali o verità spirituali dal senso escatologico. In questo universo, avulso in storie senza tempo dal significato allegorico-morale, si celebrano la bellezza nascosta negli ultimi e nei diversi, l'amicizia, il coraggio, l'umiltà, gli affetti familiari, la volontà, l'idealismo, il rispetto per la natura. Anzi di più. Le fiabe volano leggere e sono briciole d'amore che Anna sparge per il mondo, perché qui più che mai Anna è madre. Ma il messaggio più sconvolgente che passa dal libro è che le fiabe ogni tanto si avverano...

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