- Titolo: Real presences. George Steiner e il senso della scommessa sulla trascendeza
- Autore: Pietro Vaghi
- Collana: Saggistica
- Data di uscita: Maggio 2010
- Pagine: 260
- ISBN:
Leggere George Steiner significa inoltrarsi in quella solitudine affollata di temi e domande radicali che caratterizzano le sue opere da oltre cinquant’anni. Significa lasciarsi contagiare dal virus dell’assoluto, dalla ricerca di una verità disinteressata che non può lasciare indifferenti. Ma i primi incontri con questo autore possono anche disorientare e respingere il lettore. Il continuo riferirsi a fonti e testi con una padronanza considerata da molti senza pari; la mole di pagine scritte, interventi, articoli; una competenza linguistica fuori dal comune; il costante spaziare dalla letteratura universale alla linguistica, dalla filosofia ai rapporti tra cultura e potere, dall’estetica alla teologia; la mancanza di sistematicità; quel dire raccontando ed esemplificando attraverso la letteratura e l’arte; le provocazioni e lo stile tagliente. Tutto questo è stato ampiamente criticato e viene considerato da alcuni come una lunga serie di errori.
Saggista, romanziere, critico letterario, professore universitario, George Steiner ha ricevuto titoli e riconoscimenti in Europa e oltreoceano. Difficilmente si potrebbe definire filosofo, anche se di estetica e di filosofia si è occupato a lungo e in profondità. Se un ‘campo’ deve darsi per circoscrivere il suo lavoro, potrebbe essere «quello del linguaggio e delle sue relazioni con la letteratura da un lato e la storia delle idee dall’altro»2. Vale allora la pena ipotizzare un primo senso di questi errata: non si tratta semplicemente di errori o del non essersi mai fermato per approfondire, ma dell’importanza dell’errare stesso, come condizione dell’intellettuale ebreo, pellegrino della cultura occidentale. (tratto dall'introduzione).
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