"La mano del cuore" di Sabino Morra
  • Titolo: La mano del cuore
  • Autore: Sabino Morra
  • Collana: Libellula Edizioni
  • Data di uscita: Settembre 2008
  • Pagine: 124
  • ISBN: 9788895975115
Sabino Morra da sempre è uomo imprevedibile. Canzone, Poesia, Romanzo, slancio senza limiti verso le cose che in questa vita lo attraggono e lo avvelenano. La sua vita e' costellata di  esempi illuminanti che dicono la forza del suo io. Non diremo delle poesie dove spesso è visibile l'amore per la famiglia e per gli affetti. Ne “la mano del cuore” gli affetti sono viva sostanza di esperienze che Sabino ha ed accetta come viatico nella difficile vita di un uomo esposta all'indifferenza. Quel bambino non è altro che una serie di dileggi della vita che gli sono passati sotto gli
occhi nella sua vita da tutore dell'ordine senza che potesse muovere un dito, incatenato alla burocrazia ed al dovere.

Un po' come il “treno ha fischiato” di pirandelliana memoria. In pensione? Faccio tutto quello che avrei potuto fare e che non mi è stato concesso dalla vita. Un'esplosione che prende tutta la  famiglia in una formidabile gara verso il riscatto. Infatti, la corsa altro non è che il riscatto dei tanti dinieghi e le umiliazioni. Già, perchè Sabino Morra non è nato romanziere, è stato prestato al romanzo dalla vita. Non altrimenti saprei definire questa passione per quanto gli è attorno, passione dalla quale ha appreso la necessità di riconoscersi dei limiti. Di osare. Di tacere. Di imparare. Di osare, tacere ed imparare. Lui ha osato, taciuto ed imparato e si intuisce che le rinunce non sono state indolori, che i vuoti a rendere sono stati tanti, sono ancora tanti.

Un apprendistato erratico e avventuroso che lo incalzerà per tutta la vita, e non solo quando si appresta a mettere su carta quel che sente nell’anima; capace com’è anche di un’autocritica permanente che non lo abbandonerà mai, come sanno fare i grandi umili. Che gli stira la pelle. Capace di non raccogliere ed evitare quella categoria disastrata di uomini che si credono anche scrittori, dilapidata da banalità e dall’analfabetismo di ritorno di stampo televisivo e multimediale e, aggiungerei, da un dio saturnino, protervo e malinconico, poco esaltante.

Ecco, quindi, Sabino Morra che produce una storia per cuori semplici che riescono a capirla perché viene dal fondo di un’anima senza sottigliezze, senza pregiudizi, molto rara ai tempi nostri, purtroppo. (tratto dall'introduzione di Oronzo Russo)
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